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Tribunale - A bordo del convoglio Roma Termini-Foligno col biglietto non obliterato, rifiuta i documenti - E' dovuta intervenire la polizia ferroviaria

Blocca il treno per 30 minuti, passeggera “portoghese” condannata per il ritardo

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Orte – (sil.co.) – Blocca il treno per 30 minuti, passeggera “portoghese” condannata per il ritardo. Non era il classico passeggero “portoghese” senza biglietto, nel senso che il biglietto ce lo aveva in tasca, ma si era guardata bene dal timbrarlo. E quando il capotreno le ha chiesto i documenti, invece di fare buon viso a cattivo gioco, si è rifiutata di mostrarli. Fatto sta che il treno è rimasto fermo per quasi mezz’ora sui binari della stazione di Orte prima che la Polfer riuscisse a mettere un punto alla situazione. Con analogo ritardo sulla tabella di marcia, ovviamente.


Orte - La polizia ferroviaria

Orte – La polizia ferroviaria


Protagonista una passeggera di un treno partito da Roma Termini e diretto a Foligno, costretto nella primavera di quattro anni fa a una sosta forzata di una ventina di minuti allo scalo di Orte, in seguito alle intemperanze della viaggiatrice il cui rifiuto di farsi identificare ai fini della contravvenzione ha costretto il personale di bordo a chiedere l’intervento sul convoglio della polizia ferroviaria.

Erano circa le 2.40 del primo aprile 2018 e gli agenti avrebbero per l’appunto impiegato una ventina di minuti buoni per convincere a farsi riconoscere la donna, una straniera che avrebbe parlato correntemente la lingua italiana, finita a processo davanti al giudice Francesco Rigato per interruzione di pubblico servizio. 

“Abbiamo scoperto che era in possesso di un regolare permesso di soggiorno, che viveva a Narni e anche che aveva con sé il titolo di viaggio, un biglietto che però non aveva obliterato. C’è voluta quasi mezz’ora per sbrigare una cosa che, se avesse fornito subito i documenti, si sarebbe potuta risolvere in pochi minuti”, ha detto uno dei poliziotti intervenuti, sentito come testimone.

A distanza di quattro anni, il processo si è concluso giovedì con una condanna penale a 150 euro di ammenda. Pena mite, ma sempre più di quanto chiesto dall’accusa, secondo cui sarebbe stata sufficiente una multa di 100 euro.


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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24 aprile, 2022

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