Patrizio Bianchi
Roma – “Se la guerra perdura la scuola ha bisogno di risorse, in Italia già arrivati oltre 16mila minori ucraini”.
A spiegarlo è il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi in audizione alla Camera sull’arrivo di minori ucraini in Italia.
“Abbiamo dovuto costruire un’emergenza sull’emergenza. Stiamo affrontando questa fase con l’uso massiccio del personale Covid – ha spiegato il ministro – a breve avremo un problema di personale e più generale di formazione del personale. Abbiamo uno stretto rapporto con Unicef, ci sono cose che possono fare più velocemente di noi”.
“Se la crisi ucraina perdura, la scuola italiana ha bisogno di risorse – ha aggiunto Bianchi -. Nella nuova legge di bilancio bisogna mettere più risorse per la scuola, lo dico in maniera chiara. A settembre non ci sarà più il personale Covid con il quale abbiamo finora affrontato l’emergenza Ucraina. Serve personale mirato. Il tema della formazione dei docenti è il perno dell’azione di governo”.
“I genitori ucraini, tenendo presente che la maggior parte delle persone arrivate in Italia sono donne e bambini, stanno soffrendo di fortissime divisioni – ha proseguito -. Noi dobbiamo dare continuità rispetto al percorso in Ucraina perché è necessario che ritornino. La permanenza lunga è un tema che si stanno ponendo le autorità ucraine e quelle europee anche perché la ricostruzione delle scuole in Ucraina sarà un processo lungo. Altro problema è considerare che l’obbligo scolastico in Ucraina è a 14 anni, da noi a 16”.
Secondo i dati diffusi dal ministero dell’Interno, finora in Italia sono arrivati 16.045 minori ucraini. Il 93% di loro ha tra i 3 e i 13 anni.
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