Viterbo – No al turno unico, e gli studenti della consulta si ribellano. “Non ne possiamo più, ci saranno manifestazioni tutti i giorni”.
Riunione tesa questa mattina in prefettura a Viterbo dove era stato convocato l’incontro con studenti, regione Lazio, Asl, provveditorato, ufficio scolastico regionale, provincia e aziende dei trasporti per discutere del possibile ritorno al turno unico d’ingresso negli istituti superiori della Tuscia.
Tuttavia, a chiudere ogni discorso c’è una nota del governo che impone a tutti, trasporti pubblici inclusi, di mantenere il doppio turno d’ingresso. Cosa che questa mattina ha fatto infuriare gli studenti che all’inizio della riunione si sono rifiutati di parlare se non davanti al prefetto.
“Gradiremmo la presenza del prefetto prima di iniziare la riunione – hanno detto i rappresentanti degli studenti invitati subito ad intervenire dal vicario Fabio Vincenzo Geraci -. E lo chiediamo in rappresentanza di oltre 13mila studenti“.
La riunione inizia comunque, con gli studenti che intervengono per ultimi quando e’ ormai chiaro che il prefetto Giovanni Bruno non si sarebbe visto. Assenza al tavolo annunciata dallo stesso Geraci.
I rappresentanti degli studenti sono Luca Tallarico, presidente della consulta studentesca, Noemi Santini, vice presidente, Alessandro Esposito, presidente della commissione legalità consulta studentesca e Giorgio Garbrecht, presidente della commissione trasporti.
Con loro ci sono anche Cotral, Atac, Trenitalia, Rfi gruppo ferrovie dello stato e Francigena.
“Esprimiamo profonda delusione per l’assenza del prefetto – hanno dichiarato i rappresentanti degli studenti -. Non ne possiamo più. C’è gente che ancora adesso, a emergenza conclusa e senza un dato oggettivo, torna a casa la sera. La norma che impone ancora il doppio turno danneggia gli studenti in modo grave. Dal punto di vista dei trasporti si poteva fare il turno unico anche con una capienza all’80 per certo all’interno degli autobus. Perché allora adesso non si può fare? Non ce la facciamo più dal punto di vista psicologico e alimentare”. “Se il doppio turno resta – hanno poi concluso – le manifestazioni di protesta andranno avanti tutti i giorni. Chiediamo a chi gestisce i trasporti e al prefetto di rimuovere il doppio orario perché gli studenti ne hanno assoluto bisogno”.
Ad intervenire per primo alla riunione è Nicola Passanisi della regione Lazio. “Il governo attraverso una richiesta del ministero dell’istruzione ha deciso che il doppio turno d’ingresso debba restare fino a fine anno. È una decisione del governo. Ci eravamo preparati al turno unico. Ma per il ministero il doppio turno è un caposaldo. La regione Lazio e Cotral hanno preso atto di questo indirizzo governativo e, pur in mancanza di risorse, continueremo con i doppi orari di ingresso senza cambiare nulla”. Stessa posizione da parte dell’Ufficio scolastico regionale, contattato da Passanisi durante la riunione per chiedere ulteriori specifiche e la posizione dell’Usr.
Idem la Asl. “Anche se non ci sono dati oggettivi – spiegano i rappresentanti dell’azienda sanitaria – che dimostrano che il doppio turno abbia fatto diminuire i contagi”.
“Una situazione etremamente complessa – ha detto la Asl -, ma il nodo è normativo. Ci troviamo anche in una situazione di elevata circolazione del virus, con una nuova variante, Omicron, estremamente diffusiva. Una persona riesce a contagiarne fino a 20 soprattutto in ambiente comunitari e in spazi chiusi, come scuole e trasporti. Esprimiamo totale solidarietà verso gli studenti, ma se c’è una norma del governo non si può fare altro che rispettarla”.
Come gli studenti, fermamente contrario al doppio turno anche il provveditore agli studi Daniele Peroni e la provincia di Viterbo rappresentata da Claudio Parroccini.
“Non solo il ministero dell’istruzione non ci ha comunicato niente – ha detto Peroni -, ma il ritorno al turno unico comporterebbe un risparmio di 10 milioni di euro sui trasporti”. “Dieci milioni – ha ribattuto Passanisi – che al momento non abbiamo. Il turno unico risponde alle esigenze della scuola e degli studenti. Chiediamo al prefetto di valutare il tutto e rimettiamo a lui la decisone”.
A novembre studenti, prefetto, regione, Asl, trasporti e ufficio scolastico si erano già incontrati sul doppio turno. Riunione durante la quale regione e Cotral avevano evidenziato come il ritorno al turno unico era fattibile dal punto di vista dei trasporti. Serviva solo limare alcune cose e aspettare una quindicina di giorni. Ma da allora non se ne è saputo più nulla. Nonostante le manifestazioni degli studenti. Fino alla doccia fredda del governo che ha confermato il doppio turno fino alla fine dell’anno”.
“Mi sembra un incontro dove c’è una situazione precostituita – ha concluso Parroccini -, così come il giudizio finale. La presidenza della provincia è per il ritorno al turno unico. Chiediamo uno sforzo in più alla prefettura prima di dire: ‘questa è la norma, il discorso è chiuso’”.
Daniele Camilli
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