Viterbo – (sil.co.) – Ha preso servizio presso il tribunale di Roma il pubblico ministero Stefano D’Arma, sostituto procuratore della repubblica a Viterbo negli ultimi 23 anni.
Nato a Roma il 7 maggio 1971, sposato con figli, lo storico magistrato viterbese compirà domani 51 anni.
Dall’ottobre 1999 ha svolto funzioni di sostituto procuratore della repubblica presso il tribunale di Viterbo, specificamente addetto, tra l’altro, al settore ambiente e sicurezza sui luoghi di lavoro.
Dal 10 giugno 2004, è inoltre magistrato applicato alla Direzione distrettuale antimafia di Roma, con riferimento a specifici procedimenti penali, conservando al contempo anche le funzioni di sostituto procuratore della repubblica presso il tribunale di Viterbo.
Il pm Stefano D’Arma
Sempre gentile e disponibile, mai una parola o un commento fuori posto, né in aula né fuori, riservato e rispettoso nei confronti degli imputati anche dei reati più gravi, corretto con gli avvocati anche nei confronti più aspri, benvoluto dagli addetti ai lavori e dai colleghi della procura, al palazzo di giustizia di Viterbo lascia il ricordo unanime di uomo e magistrato esemplare.
Tra i fascicoli più recenti di cui è stato titolare quello per la morte del piccolo Matias Tomkow, il bimbo di dieci anni ucciso dal padre a Vetralla lo scorso 16 novembre, a processo per omicidio davanti alla corte d’assise del tribunale di Viterbo il prossimo 16 maggio, sei mesi esatti dopo il delitto.
Con il collega Fabrizio Tucci, attualmente procuratore antimafia presso la Dda di Roma, ha indagato per anni a tutto campo sull’escalation del fenomeno della corruzione nell’assegnazione degli appalti pubblici nella Tuscia. Tra le inchieste che hanno fatto epoca quelle sfociate nelle operazioni Genio e sregolatezza del 2012 e Vox populi del 2015, dalle quali sono scaturiti più filoni e processi, alcuni dei quali ancora in corso.
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