Tarquinia – (sil.co.) – Dovrà scontare altri tre anni di pena detentiva, bocciato dalla cassazione il ricorso di un 44enne di Tarquinia condannato per armi e droga. Hanno pesato la “personalità criminale” e il giudizio negativo sul “reinserimento sociale”.
Tarquinia – Piazza Giacomo Matteotti
L’imputato è ricorso per cassazione contro l’ordinanza con cui, il 6 ottobre 2021, il tribunale di sorveglianza di Roma ha rigettato l’istanza di concessione del beneficio penitenziario dell’affidamento in prova al servizio sociale per la pena detentiva che deve scontare, con scadenza il 13 febbraio 2025.
Secondo la difesa, il tribunale di sorveglianza di Roma con un percorso argomentativo incongruo, facendo riferimento alla “elevata pericolosità sociale” del 44enne, non ha tenuto conto, giudicando inammissibile il ricorso, del processo rieducativo intrapreso proficuamente dall’imputato dopo l’esecuzione della pena, richiamando invece “la sua personalità criminale e il disvalore delle condotte illecite per le quali era stato condannato, commesse nel 2016”.
“Ai fini della concessione dell’affidamento in prova al servizio sociale – si legge nelle motivazioni dell’ordinanza emessa lo scorso 24 marzo dalla settima sezione penale della suprema corte presieduta dal giudice Vincenzo Siani – non si può prescindere dal vaglio dei comportamenti del condannato, antecedenti e susseguenti alla commissione dei reati in espiazione, in funzione della valutazione prognostica del beneficio penitenziario richiesto”
“Tale vaglio deve essere effettuato tenendo conto del processo di revisione critica seguito dall’istante, indispensabile per la formulazione di un giudizio sul suo reinserimento sociale, su cui, nel caso di specie, il tribunale di sorveglianza di Roma si esprimeva, correttamente, in termini negativi”, concludono gli ermellini.
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