Viterbo – (sil.co.) – Arrestata due anni fa assieme al convivente che aveva denunciato per spaccio, ieri è stata assolta su decisione del giudice dopo essere finita anche lei a processo.
La difesa aveva già concordato col pm un patteggiamento a 6 mesi, 10 giorni e mille euro di multa, sostituiti da una multa di 15.250 euro, con la sospensione condizionale della pena, già scontata di un terzo grazie al rito alternativo chiesto dall’imputata. Ma il giudice Elisabetta Massini, a sorpresa, ha deciso diversamente.
Era la vigilia del lockdown quando la coppia fu sorpresa in flagrante dai carabinieri, in macchina, con 45 grammi di hashish e di 34 grammi di marijuana.
Carabinieri
Il giudice Elisabetta Massini, riesaminate tutte le carte durante la camera di consiglio, nonostante nessuno avesse chiesto l’assoluzione dell’imputata, ha disposto il non luogo a procedere ex articolo 129, in quanto, come ha spiegato nelle contestuali motivazioni, la stessa donna aveva già denunciato per spaccio il compagno, con il quale si trovava in macchina, al momento in cui la coppia è stata tratta in arresto dopo essere stata fermata dai carabinieri per un controllo.
Al termine dell’udienza la posizione dell’uomo, coimputato nello stesso processo, è stata stralciata per essere rinviata a un altro giudice. Dibattimento al via il prossimo 27 maggio.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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