Bolsena – (sil.co.) – Accusa un compaesano di averlo minacciato di morte con un coltello, ma il coltello non si trova e finisce lui imputato di calunnia.
Secondo il difensore, però, nonostante l’immediato intervento dei carabinieri, l’aggressore che si dice calunniato potrebbe avere in tempo, approfittando dell’oscurità e dei secchioni, a disfarsi dell’arma. Il movente sarebbe una donna.
Il processo al presunto calunniatore (che vittima non sarebbe stato), difeso dall’avvocato Vincenzo Dionisi, è in corso davanti al giudice Roberto Colonnello, che nei giorni scorsi ha sentito la versione del presunto calunniato e anche di uno dei carabinieri intervenuti sul posto nell’immediatezza.
Erano circa le 23 del 6 aprile 2016
“Stavo salendo in auto nei pressi di un supermercato sulla Cassia quando l’imputato mi si è avvicinato dicendo cose che non ho capito. Sapevo da una mia amica che reclamava perché non voleva che la andassi a trovare. E guarda caso ero stato da lei. Non era la prima volta che venivo insultato, non era una persona tranquilla”, ha raccontato la parte offesa.
“Sono partito e pochi metri più avanti, davanti all’imbocco per il parcheggio di piazza Martiri di Nassirya, mi ha fermato una pattuglia dei carabinieri, cui si sono aggiunti altri militari, che hanno perquisito la mia macchina cercando un coltello che non c’era. Non c’era perché era tutto falso. Lui aveva detto ai carabinieri che lo avevo minacciato con un coltello, ma non è vero”, ha spiegato in aula la presunta vittima di calunnia.
“Adesso ti faccio tirare fuori duemila euro”
Secondo l’accusa, il “calunniatore”, prima di chiamare i carabinieri, gli avrebbe detto: “Adesso ti faccio tirare fuori 2mila euro, o mi paghi oppure chiamo i carabinieri e gli dico che mi stai minacciando con un coltello che hai nascosto in auto”.
Fatto sta il giorno successivo l’imputato ha denunciato la parte offesa per minaccia con coltello. Motivo per cui nei suoi confronti, non essendo stata rinvenuta l’arma, è poi scattata la calunnia.
Nei pressi i secchioni dell’isola ecologica
I carabinieri della locale stazione, immediatamente intervenuti, hanno perquisito la macchina della parte offesa, ma non i dintorni, dove si trovava, come ha fatto notare il difensore Dionisi, anche un’isola ecologica.
“Era buio, parliamo di un tratto di 150 metri dal supermercato dove sarebbe avvenuta la lite al parcheggio dove immediatamente dopo abbiamo fermato l’auto… oltre all’isola ecologica ci sono anche diverse siepi… abbiamo perquisito il soggetto indicato e la sua vettura, ma non abbiamo trovato opportuno effettuare una ricerca di simili proporzioni”, ha spiegato il militare.
Il processo è stato rinviato al 4 ottobre per la discussione.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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