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Tribunale - Aggressori in fuga rintracciati dai carabinieri sui binari

Coltellate e bastonate al centro d’accoglienza, bilancio due feriti e tre imputati

di Silvana Cortignani
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Orte - Il centro d'accoglienza Carpe Diem

Orte – Il centro d’accoglienza Carpe Diem

Orte – Fanno irruzione al centro di accoglienza Carpe Diem di Orte armati di coltello, bastone e bottiglie di birra, poi accoltellano l’addetto alla mensa e prendono a legnate un ospite.

Era l’ora di pranzo del 9 dicembre 2018 quando l’addetto alla mensa, un 28enne di nazionalità senegalese, si è messo tra la porta e la cucina, cercando di bloccare l’ingresso a tre liberiani.

Potrebbe essersi trattato letteralmente di un regolamento di conti. I tre, fino a poco tempo prima alloggiati nella struttura, sarebbero venuti a cercare soldi da un altro ospite, che avrebbe avuto con loro un debito.

Entrambi sono stati feriti. Il giovane senegalese, che non si è costituito parte civile, è una delle due parti offese al processo entrato nel vivo giovedì davanti al giudice Francesco Rigato.

“Era circa l’una. Io mi sono messo sulla porta per non farli entrare. Uno allora mi si è fatto sotto con un coltello e quando io ho fatto per fermarlo sferrando verso di lui un pugno, mi ha ferito con la lama al gomito”, ha spiegato in un italiano fluidissimo al processo in cui gli aggressori sono imputati di lesioni e minacce aggravate in concorso. 

Il presunto debitore, invece, sarebbe stato preso a bastonate sulle gambe, riportando a causa della violenza dei colpi ricevuti la frattura di una caviglia.

Il testimone senegalese, sentito davanti al giudice Francesco Rigato, ha riferito le generalità di tutti e tre i liberiani: “Sapevo chi erano, li conoscevo da prima”. 

Dopo un paio d’ore, i carabinieri, intervenuti assieme al 118, hanno rintracciato il terzetto sul binario 2 della stazione di Orte, quello della tratta Roma-Perugia-Ancona. 

“Due sono riusciti a darsi alla fuga, mentre abbiamo beccato il terzo, nel cui zaino c’era per l’appunto un coltello da cucina, che abbiamo sequestrato”, ha spiegato l’allora capo equipaggio della pattuglia del radiomobile dei carabineiri di Civita Castellana intervenuta per prima una volta scattato l’allarme.

Il liberiano fermato col coltello, un 23enne, è accusato anche di avere fornito false generalità agli operanti: “Ci ha fornito uno dei suoi due alias e ha detto di essere nato il 13 dicembre del 2000 invece del 13 marzo 1999”. 

Al termine dell’udienza di giovedì, il processo è stato rinviato al 20 aprile 2023, per sentire gli ultimi tre testi del pm e la discussione. 

Silvana Cortignani


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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25 giugno, 2022

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