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Ronciglione - Il presidente del consiglio comunale Emanuele Satriani risponde al sindaco Mario Mengoni

“Consiglio comunale disertato, ho solo seguito una scadenza prevista dalla legge”

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Emanuele Satriani

Emanuele Satriani

Ronciglione – Riceviamo e pubblichiamo – Mi trovo costretto per onestà intellettuale a rispondere e smentire le accuse mosse nei miei confronti dal sindaco Mario Mengoni, nell’articolo pubblicato il 2 giugno.

Il sindaco Mengoni ancora una volta addossa colpe ad altri, pur di non prendersi la responsabilità di una scelta politica non condivisibile, ossia quella di far disertare il consiglio comunale del 31 maggio ai suoi consiglieri.

Il sottoscritto, ha solo ed esclusivamente seguito una scadenza prevista dalla legge (approvazione tariffa Tari prevista inizialmente per il 31 marzo e prorogata al 31 maggio), infatti sentitomi con il segretario generale, Antonio Vito Fazio, il quale mi aveva chiesto di convocare il consiglio comunale e vista l’imminente scadenza di legge, si è deciso di
convocare il consiglio comunale il 31 maggio per l’approvazione delle tariffe predette.

Il sindaco Mengoni ha la memoria corta, e forse non ricorda che per le medesime accuse che sono riportate nel suo articoletto ed altre che non riporto per brevità, ha tentato, invano, assieme alla sua maggioranza, di revocare al sottoscritto la carica di presidente del consiglio comunale, e che le dette accuse sono state tutte smentite e smontate dal Tar Lazio Sez. Seconda Bis con la Sentenza n. 13915/2020.

Dalla attenta lettura della sentenza si possono estrapolare alcuni principi di diritto tra i quali quello che spetta al presidente del consiglio convocare il consiglio comunale e decidere l’ordine del giorno, essendo il presidente un organo come lo è il sindaco e come lo è la giunta; e ancora che i consiglieri eletti hanno un dovere, ossia quello di presenziare il consiglio, ed aggiungo io non di disertarlo.

Principi che evidentemente il sindaco Mengoni, che disconosce le regole e non conosce le leggi, e la sua maggioranza ancora non hanno ben recepito, nonostante che per un loro “capriccio” abbiano fatto condannare l’amministrazione e quindi il comune al pagamento di diverse migliaia di euro tra spese di lite ed avvocati.

Devo poi smentire, per obbligo morale prima ancora che giuridico, le non veritiere affermazioni del sindaco, “io ed altri consiglieri avevamo impegni inderogabili per il 31 maggio”, lui (forse sì), ma diversi altri consiglieri sono stati avvistati per le vie cittadine, più intenti a fare campagna elettorale piuttosto che presentarsi in consiglio comunale, 
addirittura uno di essi, di cui non faccio il nome per correttezza, era in comune poco prima del consiglio comunale, ed altri consiglieri subito dopo.

Ne bastava uno per avere il numero legale e poter cosi procedere con il consiglio stesso.
Ed ancora, smentisco le non veritiere affermazioni del sindaco Mengoni quando dice che il sottoscritto “non l’ha letta” (la pec), per dovere di cronaca oltre ad essere il presidente del consiglio comunale di Ronciglione, sono anche un avvocato ed ogni giorno la mattina apro le pec, sia quella relativa al mio ordine e sia quella relativa al comune, sul punto tra l’altro potrei pubblicare decine e decine di pec inviate dal sottoscritto al sindaco e rimaste inevase.

A questo punto una domanda sorge spontanea, visti gli impegni istituzionali inderogabili che il sindaco sicuramente conosceva da tempo, e vista la convocazione del consiglio comunale avvenuta mercoledì 25 maggio, poteva scrivermi subito e non ridursi all’ultimo giorno ossia il 30 maggio alle 15,32.

C’è un detto che dice – predica bene e razzola male – e questo detto si addice perfettamente al sindaco Mario Mengoni… meditate gente meditate.

Emanuele Satriani
Presidente del consiglio comunale di Ronciglione


 – “Consiglio comunale disertato dalla maggioranza, avevamo chiesto al presidente di spostare la data”


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3 giugno, 2022

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