Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • YahooMyWeb
    • MySpace
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Tribunale - Imputato un trentenne campano - Rintracciato grazie al nipote della vittima

Rapina anziano spacciandosi per fruttivendolo, condannato a 6 anni per 300 euro

Condividi la notizia:


I controlli dei carabinieri

Carabinieri – foto di repertorio

Bassano in Teverina – (sil.co.) – Sei anni di carcere per una rapina da 300 euro. 

E’ stato condannato ieri a sei anni di reclusione e 1500 euro di multa il falso fruttivendolo ambulante che il 21 giugno 2919 ha rapinato un falegname 76enne di Bassano in Teverina.

Imputato un trentenne originario di Acerra, M.S., indagato anche per altri colpi analoghi messi a segno nel tempo a Orte, Fabbro, Orbetello, Castiglion Fiorentino, Roma e in altre località italiane, tra cui una lunga serie nel 2020 in provincia di Milano.

Prima della sentenza di primo grado sono stati ascoltati la vittima e il nipote 23enne che verso le 11 del 21 giugno di tre anni fa era in sua compagnia. Il giovane, nonostante un tentativo di distrarlo, ha avuto la prontezza di annotare la targa del Doblò bianco guidato dal presunto complice mentre la coppia si dava alla fuga.

“Si è presentato sulla porta del laboratorio di falegnameria di famiglia dicendo di essere il figlio di un muratore che conoscevo come ‘il casertano’, spiegano di avere aperto un negozio di frutta e verdura a Orte e regalandoci due cassette di pesche più una terza cassetta per la quale abbiamo concordato un prezzo di 20 euro. Quando ho tirato fuori il borsello, mi ha colpito al petto con un tronchetto facendomi tentennare e mi ha strappato una mazzetta di 300 euro che stava nel portafoglio, preparata per pagare l’Imu”, ha raccontato il 76enne.

Il nipote, che nel frattempo su richiesta dell’imputato era andato a prendere dell’acqua, è tornato al laboratorio proprio in quel momento, lanciandosi all’inseguimento del furgone e recuperando il numero di targa del veicolo in fuga.

Sia il nonno che il nipote, barba a parte, hanno riconosciuto in foto il rapinatore. Il collegio presieduto dal giudice Eugenio Turco, accogliendo la richiesta della pm Chiara Capezzuto, ha condannato il trentenne a 6 anni di reclusione e una multa di 1500 euro.

Decine, come detto, i colpi analoghi messi a segno in tutta Italia. È andata peggio a un novantenne di Orte, picchiato a sangue e abbandonato in mezzo alla strada da due finti fruttivendoli ambulanti a bordo di un Fiorino bianco verso le 8,30 del 13 aprile 2018. Portato in ospedale, è stato medicato con una prognosi di dieci giorni.

“Erano con la barba e i capelli scuri, di bassa statura e sulla trentina”, disse la vittima al processo, celebrato nel 2019, in cui solo uno dei due era imputato, raccontando che prima lo avevano rapinato del portafoglio con la solita tecnica poi lo hanno malmenato dopo un rocambolesco inseguimento per farsi restituire il maltolto. Il pensionato fu trovato privo di sensi in un lago di sangue in mezzo alla carreggiata da alcuni automobilisti di passaggio, mentre la sua auto era rimasta sul ciglio della strada col motore acceso e lo sportello di guida aperto.

Anche in questo caso alla sbarra è finito un solo imputato, scagionato dalla stessa vittima che durante il confronto all’americana, che si è tenuto in aula il 22 ottobre 2019, non lo ha riconosciuto.  

Stavolta le parti offese non hanno avuto alcuna esitazione.


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


Condividi la notizia:
8 giugno, 2022

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY

Test nuovo sito su aruba container https://www.tusciaweb.it/e-il-nostro-primo-natale-facciamoci-un-in-bocca-al-lupo/