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Cassazione - Orte - Arresto scattato la sera dell'Immacolata - Bocciato il ricorso contro i domiciliari di uno studente 25enne incensurato

Va a prendere un amico a Orte, li ferma la stradale con 3 chili di hashish sotto il sedile

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Polizia stradale

Polizia stradale

Orte – (sil.co.) – La notte dell’Immacolata uno studente universitario 25enne parte da Roma con la macchina del padre per andare a prendere un amico russo a Orte. Sulla strada del ritorno, all’altezza di Fiano Romano, li becca la stradale con tre chili di hashish sotto il sedile. L’amico dice che lo stupefacente è suo, ma entrambi finiscono agli arresti domiciliari. 

Domiciliari confermati dalla cassazione che ha rigettato il ricorso del 25enne contro l’ordinanza con cui, lo scorso 29 dicembre, il riesame ha confermato la misura disposta dal gip del tribunale di Rieti.

La sera dell’Immacolata, lo scorso 8 dicembre, il 25enne è stato arrestato in flagranza dalla polizia stradale a Fiano Romano, lungo la diramazione Roma Nord della A1, dopo che, nell’auto da lui condotta e sulla quale viaggiava anche un amico d’origine russa, una Peugeot 208, erano stati rinvenuti, sotto il sedile lato passeggero, circa 3 chilogrammi di sostanza stupefacente del tipo hashish.

Secondo la difesa, lo studente quel giorno era andato a Orte a prendere il coimputato, un amico di vecchia data, utilizzando l’unica auto di cui disponeva, ovvero quella paterna, senza sapere nulla della droga che questi aveva con sé. Inoltre il nervosismo palesato al momento del controllo sarebbe stato giustificato, a fronte della perquisizione svolta in piena notte dalle forze dell’ordine. La difesa ha inoltre sottolineato come il 25enne sia per l’appunto un giovane  universitario, residente con i genitori, incensurato ed immune da pendenze.

Non ultimo, l’amico, anche lui agli arresti domiciliari, si è assunto la responsabilità della detenzione della droga, oltre ad essere gravato da condanne per i delitti di rapina ed evasione. Lo stupefacente è stato rinvenuto sotto il sedile anteriore lato passeggero in una busta contenente 3 chilogrammi di hashish suddivisi in 30 panetti da 100 grammi ciascuno.

Per la cassazione il ricorso è inammissibile. Nel corso dell’interrogatorio di garanzia, in sede di udienza di convalida dell’arresto – si legge nelle motivazioni – il 25enne con spontanee dichiarazioni ha riferito di non aver compreso il motivo del fermo e di non sapere che cosa contenesse la busta rinvenuta sull’auto, mentre il coindagato, sempre con spontanee dichiarazioni, ha ammesso di avere fatto ‘una stupidaggine’ e di essersi fatto venire a prendere dall’amico. Sulla base di tali risultanze i giudici hanno ritenuto sussistenti i gravi indizi di colpevolezza a carico del ricorrente, per aver fornito un contributo causale determinante alla commissione del reato attraverso la messa a disposizione della autovettura del padre per il trasporto dello stupefacente”.

La versione difensiva, secondo i giudici, non può scalfire il quadro indiziario: “Non è verosimile, infatti, che il 25enne non si fosse accorto della busta contenente trenta panetti di hashish e quindi necessariamente voluminosa, riposta dall’amico sotto il sedile. Inoltre le stesse circostanze dell’azione (ovvero il fatto che il 25enne fosse partito da Roma, ove risiede, la sera dell’8 dicembre, con la macchina del padre per raggiungere di notte ad Orte l’amico, già condannato in ordine ai reati di rapina ed evasione) dimostravano la consapevolezza in capo al ricorrente di dover garantire all’amico il supporto per qualcosa che, in assenza di spiegazioni alternative, non poteva che essere il trasporto dello stupefacente”.


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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4 giugno, 2022

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