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Tribunale - Imputati di stalking una coppia di vicini - Marito e moglie, sono stati colpiti da divieto di avvicinamento

Vedova in carrozzina minacciata di morte per la casa popolare, al via il processo

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Polizia - foto d'archivio

Polizia – foto d’archivio

Viterbo – (sil.co.) – Invalida in carrozzina minacciata di morte dai vicini che volevano occuparne la casa popolare.

Al via il prossimo 28 giugno il processo col giudizio immediato a carico della coppia di cinquantenni colpiti da divieto di avvicinamento lo scorso 30 luglio e imputati di stalking.

La persecuzione si sarebbe protratta per diversi mesi e avrebbe avuto per teatro una delle palazzine dell’Ater del quartiere viterbese di Santa Barbara. Difesi dall’avvocato Luigi Mancini, hanno sempre negato tutto.


Staccati ripetutamente acqua e luce

La vittima, secondo quanto emerso in seguito all’applicazione della misura cautelare, avrebbe temuto di essere trascinata in cantina e uccisa. Per spaventarla i vicini, imputati di stalking, si sarebbero messi a parlottare contro di lei proprio dietro la porta d’ingresso del suo appartamento situato in un condominio di via Tagete. E le avrebbero anche staccato ripetutamente acqua e luce per convincerla a sloggiare e occupare loro l’appartamento di cui la donna, una vedova, è assegnataria.


“Ti trasciniamo in cantina”

“Ti violentiamo”, avrebbero detto a voce abbastanza alta da farsi sentire dalla vittima, costretta a casa sulla sedia a rotelle. “Ti trasciniamo in cantina quando scendi a buttare il sacco dell’immondizia”, avrebbero complottato fuori la porta, facendole intendere che l’avrebbero uccisa. E ancora: “Sei malata, non hai titoli per stare qui, te ne devi tornare mel tuo paese”.


Vittima un’invalida in carrozzina

Indagati a piede libero per stalking e colpiti dal divieto di avvicinamento a una distanza inferiore ai dieci metri, i presunti vicini “terribili” sono un uomo di 51 anni e una donna di 53 anni, d’origine campana, che vivono nello stesso stabile della parte offesa, invalida al cento per cento originaria dell’est europeo.


Incubo durato sette mesi

Tra dicembre 2020 e luglio 2021, secondo l’accusa, avrebbero cagionato alla vittima “un perdurante e grave stato di paura nonché un fondato timore per la propria incolumità, costringendola ad alterare le proprie abitudini di vita.  Segnatamente minacciandola in più occasioni ed in particolare parlandone appositamente davanti alla porta del suo appartamento, proprio allo scopo di farla ascoltare”.

L’invalida si è però rivolta alla polizia e dalle indagini della squadra mobile della questura sarebbero emersi riscontri di quanto denunciato.


Articoli: “Ti trasciniamo in cantina quando esci per buttare l’immondizia” – “Mai minacciata di morte la vicina in carrozzina per la casa popolare”  – Vogliono la casa popolare, invalida in carrozzina minacciata di morte


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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24 giugno, 2022

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