Ronciglione – (sil.co.) – Contromano provoca schianto tra tre vetture, condannato a 4 mesi di reclusione per lesioni stradali.
Imputato il conducente di un veicolo, ritenuto responsabile di un drammatico frontale avvenuto nella tarda mattinata del 16 dicembre 2018 sulla strada provinciale 83, tra Sutri e Ronciglione.
L’accusa ha chiesto una pena di sei mesi, il giudice Francesco Rigato ha inflitto all’imputato sei mesi di reclusione e sei mesi di sospensione della patente di guida.
La difesa ha sottolineato come fosse un giorno di pioggia e come in quel tratto di strada non fosse visibile la linea di mezzeria, né ci fossero cartelli indicanti il limite di velocità di 50 chilometri orari. Circostanza confermata anche dall’ultimo testimone, uno dei carabinieri intervenuti sul posto.
L’imputato era alla guida di una Fiat Punto bianca che, dopo avere fatto un primo frontale addosso a un mezzo che viaggiava sull’opposta corsia di marcia, ha ruotato a 180 gradi su se stessa in seguito all’impatto, venendo investita una seconda volta, frontalmente, dalla macchina che gli stava dietro.
Tutti e tre i conducenti sono rimasti feriti. L’imputato e l’uomo alla guida del terzo mezzo coinvolto sono stati trasferiti a Belcolle in ambulanza.
L’altro automobilista, un trentenne che ha rischiato la vita, è stato trasferito in eliambulanza al policlinico Gemelli di Roma, dove è rimasto per 17 giorni in rianimazione, riportando un grave politrauma, con fratture multiple in tutto il corpo e un trauma cranico.
“Dopo le dimissioni, sono stato immobilizzato a casa per altri tre mesi”, ha detto il giovane sentito durante una delle udienze del processo. Nel frattempo è stato risarcito dall’assicurazione, motivo per cui non ha sporto querela nei confronti dell’imputato e non si è costituito parte civile.
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Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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