Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • YahooMyWeb
    • MySpace
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Viterbo - L'ex deputato di Forza Italia: "Tra poco ci sono le elezioni regionali e politiche" - Il centrodestra va "ricostruito, perché divisi si perde" e "il rapporto con FdI è inevitabile" - Romoli in provincia invece "non lo tocca nessuno"

Giulio Marini: “Se il mio partito me lo chiede sono pronto a candidarmi…”

di Daniele Camilli
Condividi la notizia:

Viterbo – “Il rapporto con Fratelli d’Italia è inevitabile. E se il mio partito me lo chiede, sono pronto a candidarmi alle parlamentari oppure alle prossime elezioni regionali”. Giulio Marini di Forza Italia per la prima volta fuori dal consiglio comunale di palazzo dei Priori a Viterbo. “Non ho bisogno di uno scranno per fare opposizione oppure dare suggerimenti. Sono stato sindaco, presidente della provincia, senatore e deputato”.

L’atteggiamento verso la giunta della sindaca Frontini: costruttivo e giocato sull’esperienza. Un’apertura e un’ulteriore linea di credito, dopo quella di Ubertini. L’obiettivo, poi: rimettere in piedi il centrodestra, riportando dentro tutti. Perché divisi si perde. Dentro probabilmente, se lo vuole, anche Giovanni Arena. “Fino all’inizio di maggio abbiamo pensato a tutelare l’immagine di Giovanni Arena – confida Marini, dimissionario dalla carica di commissario comunale di FI, “per aprire un dibattito interno” -. Poi quando Arena ha deciso di candidarsi con Alessandra Troncarelli senza dirci niente, a quel punto abbiamo tentato di fare sintesi con Fratelli d’Italia, ma era troppo tardi”.

Infine le prossime elezioni: regionali e politiche nazionali. “Se il mio partito me lo chiede – fa sapere Giulio Marini – sono disposto a candidarmi”.


Viterbo - Giulio Marini

Viterbo – Giulio Marini e Matteo Achilli


Giulio Marini, come ripartono Forza Italia e il centrodestra dopo le elezioni?
“Il centrodestra è un fatto valoriale. Poi, dopo, ci sono delle problematiche dovuti a personalismi che ci sono stati e mi auguro non ci siano più. E’ una lezione che riguarda tutti”.
 
Quale è stata la lezione?
“Adesso si stanno facendo le strade, i marciapiedi, l’appalto del verde, le opere pubbliche progettate. E’ stato fatto tutto un lavoro e i risultati, alla scadenza dei 5 anni di mandato Arena, ci sarebbero stati. Immaginare di lavorare con la burocrazia che abbiamo in Italia, gli anni per poter realizzare le cose servono. Troncare i percorsi non è utile per nessuno. E questa è la chiave di lettura per capire la sconfitta del centrodestra a Viterbo”.
 
La Lega, come ha dichiarato il senatore Umberto Fusco, andrà avanti da sola, senza il centrodestra. Forza Italia invece che farà, considerando anche che è fuori dal consiglio comunale?
“Essere fuori dal consiglio comunale è la prima difficoltà. Ed è una grande difficoltà. Tuttavia, se la nuova amministrazione, che ha in pancia progetti e finanziamenti dell’epoca Marini, Michelini e Arena. Se questi progetti e finanziamenti verranno portati a compimento, il merito sarà di chi li avrà realizzati”.
 
Cosa intende quando dice che il centrodestra è un fatto valoriale?
“Voglio dire che ci sono valori comuni che ci hanno permesso di stare insieme. Poi non si riesce a capire le ragioni di questa ossessiva competizione interna che ci porta a deflagrare. Mentre governiamo, noi dobbiamo pensare alla solidarietà interna superando insieme le difficoltà. Se cominciamo a competere tra di noi mentre governiamo, allora le cose si complicano. Dopodiché, quando si va davanti agli elettori per far vedere cosa abbiamo fatto, allora a quel punto uno lo fa con la propria bandiera. Ma quando si governa, la solidarietà interna è fondamentale. Il centrodestra vince quando è compatto. Quando hanno vinto Giancarlo Gabbianelli oppure Marcello Meroi, o quando io stesso ho vinto, ci siamo riusciti perché eravamo una squadra e, anche se c’erano delle differenze, davamo un’idea di compattezza. Era politica vera, politica attiva. Una politica capace di alimentare all’interno della coalizione la possibilità di seguire il percorso da fare tutti quanti assieme. Tra il 2008 e il 2022 Viterbo ha perso più di 10 mila elettori, persone che non sono andate a votare. Il 20% della città. Un dato allarmante. Un dato che ci dice che bisogna ritornare a modelli diversi”.
 
Ci sono ancora le condizioni per “ritornare a modelli diversi”?
“Le condizioni bisogna trovarle. Oggi ancora brucia il risultato, bruciano le difficoltà e i sentimenti. Bruciano rapporti consolidati che poi si sono spezzati…”
 
E in una situazione come questa è ancora possibile immaginare un futuro?
“Certo, perché abbiamo davanti a noi due competizioni elettorali fondamentali: le regionali e le politiche nazionali. C’è da lavorare molto. Bisogna ricostruire. Molti degli attori in campo sanno perfettamente che, con la precedente amministrazione, c’erano progetti e finanziamenti per migliorare la qualità di Viterbo. Bloccare quella progettualità non l’ho compreso e non lo comprendo. Lo scontro, nelle diverse fasi della vita politica, gli scontri, anche importanti, ci possono stare. Ma poi si regge, non si sfascia. Invece a dicembre sono andati subito dal notaio per sfiduciare Arena. E non c’era alcuna motivazione ‘legale’ per chiudere l’esperienza. La motivazione è stata solo politica”.
 
Come si ricostruisce un rapporto con le altre componenti di centrodestra quando Forza Italia è fuori dal consiglio comunale. Non rischiate di contare molto meno rispetto al passato?
“Dal punto di vista formale potrebbe essere così. Dal punto di vista della sostanza no”.
 
Che intende?
“Innanzitutto amo la mia città. Quindi, se c’è Michelini, Arena o Frontini, per me è lo stesso. La città continuo ad amarla, fino alla fine. Quindi, personalmente, darò tutto quello che posso per mostrare riconoscenza ai miei cittadini. Se sono diventato sindaco, presidente della provincia, senatore e poi deputato, io devo continuare a ringraziare i miei concittadini che hanno avuto fiducia in me. Altrimenti è meglio andare a giocare a Padel come fanno tanti. Io continuerò a dare il mio contributo al servizio della città”.
 
In che modo?
“Si può collaborare a migliorare la città in tanti modi. Anche dall’esterno. Anche fuori dal consiglio comunale. Si possono indicare delle cose da fare. Se la nuova amministrazione ha la sensibilità di apprenderle e farle proprie, va bene, sennò faremo opposizione. I modi per poter esprimere le proprie opinioni ci sono”.
 
Lei però si è dimesso dalla carica di commissario comunale di Forza Italia…
“L’ho fatto perché voglio aprire un dibattito dentro il partito, stimolando la discussione e Forza Italia a ripartire. Se stiamo fermi ci assoggettiamo all’involuzione. Se ci muoviamo possiamo invece produrre un’evoluzione. Anche in questo difficile momento”.


Giulio Marini

Giulio Marini


Come pensa di recuperare gli altri pezzi di Forza Italia che sono finiti in altre coalizioni o in altri partiti?
“Non ho condiviso la scelta di Giovanni Arena e lui lo sa. E non l’ho condivisa non perché non ritenessi giusto una reazione a quanto ha subito con la sfiducia dal notaio. Lo capisco. Giovanni ha le mie stesse caratteristiche. Ci conosciamo da una vita. Quando sono andato a fare il consigliere provinciale e mi sono state date alcune deleghe, ho lavorato per il mio territorio, non per gli schieramenti politici. Ho lavorato per il mio territorio, a partire da un’elezione di secondo livello come è quella in provincia. Quando poi si torna davanti ai cittadini, questi ci giudicano per quello che siamo stati. E lì Giovanni doveva capirlo prima. Però, nonostante tutto, Arena ha sempre dichiarato di essere un uomo di centrodestra. Quello che vorrà fare non lo so, anche se ci parlo spesso. Ma lui lo ha già dichiarato: è un uomo di centrodestra”.
 
E come farete a riportarlo dentro il centrodestra dopo una campagna elettorale fatta assieme al centrosinistra?
“Innanzitutto con una discussione pacata e serena, guardando agli obiettivi che abbiamo, al territorio e ai progetti per la città di Viterbo. Dobbiamo metterci a disposizione dei cittadini per provare a collaborare con la nuova amministrazione e al tempo stesso guardare avanti. E guardare avanti significa guardare alle prossime regionali e alle elezioni per il rinnovo del parlamento. Bisogna trovare una sintesi”.
 
La lettura dei giornali fa pensare ad altro. La situazione interna al centrodestra sembrerebbe infatti quantomeno scoppiettante…
“Sì, è vero. I giornali riportano dichiarazioni scoppiettanti. Esagerate o meno, questo non saprei dirlo. Tuttavia la frizione interna c’è. Spero ne valga la pena. Spero che questo nervosismo valga la storia del centrodestra”.
 
Quanto tempo c’è per fare sintesi?
“Pochissimo. Infatti bisogna accelerare”.
 
Cercherete un rapporto con Fratelli d’Italia sia per il comune che in vista di politiche e regionali?
“E’ inevitabile”.
 
Perché allora non ci siete riusciti prima?
“Fino al momento della presentazione delle liste per le ultime comunali, cioè fino all’8-9 maggio, il nostro obiettivo era quello di tutelare l’immagine di Giovanni Arena. Non perché non volessimo ritrovare una sintesi con la Lega e con Fratelli d’Italia. Ma tenevamo di più alla tutela dell’immagine di Arena”.
 
Perché tutelare l’immagine di Arena nonostante la sfiducia di dicembre e a discapito dell’unità del centrodestra?
“Perché non si è merito quello che ha subito. Discutibile tutto, ma stiamo parlando di una persona onesta e seria che ha interpretato il ruolo di sindaco a modo suo, rappresentandolo con tanta umanità”.
 
E come è stata tutelata la sua immagine?
“Cercando apparentamenti con persone espressione della giunta Arena. Nel momento in cui Giovanni ha preso la decisione di schierarsi con Alessandra Troncarelli, a quel punto ci siamo liberati del rispetto che dovevamo all’ex sindaco e a quel punto abbiamo cercato di trovare una sintesi con gli alleati di centrodestra, compreso FdI. Un tentativo che è durato qualche giorno”.
 
Ma a quel punto, considerato che era l’8-9 maggio e le liste andavano consegnate entro il 14, i tempi per una sintesi all’interno del centrodestra non c’erano più…
“Sì, a quel punto il tempo per una sintesi non c’era più. E già erano state costruite barricate troppo alte, difficili da tutelare”.
 
Quindi, prima avete tentato di tutelare l’immagine di Arena, cercando di tenerlo in squadra. Poi quando Giovanni Arena ha deciso di schierarsi con Alessandra Troncarelli, avete provato a rimettere insieme il centrodestra…
“Esattamente. Abbiamo prima aspettato che Giovanni prendesse una decisione. E la decisione l’ha presa. Una decisione che non è stata concordata con noi. Una decisione autonoma. A quel punto abbiamo tentato di recuperare i rapporti con il centrodestra. Ma ormai era troppo tardi. Queste sono le verità. E da questo ognuno ragiona come gli pare”.


Viterbo - Giulio Marini e Giovanni Arena

Viterbo – Giulio Marini e Giovanni Arena


In provincia resta tutto uguale oppure anche il presidente Alessandro Romoli, pure lui di Forza Italia, subirà le conseguenze della sconfitta elettorale in comune?
“No, nessuna conseguenza. Chi lo tocca Romoli… Quando sono diventato presidente della provincia, il risultato che aspettavamo era quello di Viterbo. Se cedevamo su Viterbo, era sicuro che avremmo perso. La Tuscia ha diverse espressioni politiche che variano a seconda dei comuni. Ci sono territori che sono ormai storicamente di centrosinistra e altri che sono di centrodestra. Per questo Viterbo è decisiva. E’ l’ago della bilancia”.
 
Di chi è la responsabilità dell’uscita di Antonella Sberna e Matteo Achilli da Forza Italia?
“Perché responsabilità?”
 
Perché se ne sono andati portando i loro voti a Fratelli d’Italia. Voti che un tempo erano di FI…
“Sberna e Achilli sono andati all’interno di un partito di centrodestra. Non è che sono passati da FI a rifondazione comunista. Il problema non è il passaggio da una forza all’altra del centrodestra, ma la sintesi tra le forze politiche che lo compongono. Proprio per questo la gente non ci ha premiato. E detto questo, la sommatoria dei voti nostri con quelli di Laura Allegrini candidata con FdI arriva tranquillamente al 25%. Troncarelli ha fatto il 27. Può darsi pure che, se fossimo stati uniti, al ballottaggio saremmo andati noi. Il fatto di non aver trovato una sintesi, anche all’ultimo momento come abbiamo fatto, ha determinato l’insuccesso”.
 
Quando Fusco dice “non faremo opposizione con il centrodestra, ma solo come Lega”, non dice anche che Claudio Ubertini non rappresenterà gli interessi politici di tutto il centrodestra ma soltanto quelli del partito di Salvini?
“Per fare politica non serve stare seduti su uno scranno del consiglio comunale. Io non ho nessuna difficoltà a fare opposizione dall’esterno. Ho strumenti, esperienza e capacità di dire la mia. Se voglio suggerire percorsi che possano migliorare la qualità della vita a Viterbo, lo posso sempre fare. Quindi che io sia o meno in consiglio comunale è poco interessante. Sono più importanti il territorio e i progetti da mettere in campo. Ed è su queste cose che puoi pensare o meno di dare un contributo alla tua città. In questi anni abbiamo messo in campo una mole enorme di risorse che vanno spese per Viterbo. Noi siamo pronti a dare il nostro contributo. Se poi i soldi non dovessero essere spesi, a quel punto faremo opposizione, anche stando fuori dalla sala d’Ercole. Gli strumenti non mancano, dal partito alle piazze fino ai social. Spero pure di stare da un’altra parte”.
 
Dove vorrebbe stare?
“Magari il mio partito mi propone qualcosa”.
 
Si prevede una sua candidatura alle regionali o al parlamento?
“Non lo so. Però, se me lo chiedessero, mi impegnerò di rappresentare il territorio”.
 
Quindi, se il suo partito glielo proponesse, sarebbe disponibile a candidarsi?
“Certo. I cittadini vanno rappresentati. La politica è questa. Qualcuno che ho anche vivacemente combattuto, mi ha insegnato che politica si fa 365 giorni all’anno e che ci si mette sempre la faccia”.
 
Chi è questo politico? Nando Gigli?
“Esatto”.
 

Daniele Camilli


Articoli: Claudio Ubertini: “In consiglio comunale rappresenterò il centrodestra che mi ha sostenuto…” – Umberto Fusco (Lega): “Non faremo opposizione col centrodestra, solo come Lega”


Condividi la notizia:
4 luglio, 2022

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY

Test nuovo sito su aruba container https://www.tusciaweb.it/e-morta-irene-cara-vinse-loscar-per-fame-e-flashdance/