Viterbo – (g.f.) – “Comincia decisamente male l’esperienza della nuova presidente del consiglio comunale Letizia Chiatti”. Per niente buona la prima, secondo Antonella Sberna, consigliera FdI. Martedì la seduta di consiglio, la prima in cui sono iniziati ufficialmente i lavori, dopo quella d’insediamento, in cui Chiatti è stata eletta.
“Un atteggiamento incomprensibilmente rigido, spesso arrogante, supponente e quasi sempre di chiusura – fa notare Sberna – non aiuta la naturale dialettica d’aula e sposta, inevitabilmente, il confronto al di fuori della sala d’Ercole”.
Sberna riprende Chiatti su più punti: “Battezzare come non “graditi” gli interventi da parte dei consiglieri comunali o lasciando più volte intendere che la parola ai consiglieri stessi fosse lasciata dalla presidenza come un mero atto di “concessione” è molto distante dal ruolo di garanzia e terzietà che dovrebbe essere rappresentato dal presidente dell’aula e da ciò che ci attendevamo da parte dell’avvocato Chiatti.
A meno che qualcuno non creda di poter operare in base al principio d’autosufficienza, ritengo che ogni consigliere, nel rispetto delle regole, possa contribuire con proposte, suggerimenti e richieste, nel sano e costruttivo dibattito d’aula, al buon andamento dell’amministrazione della città”.
L’intenzione, se c’è, di contrarre gli spazi d’azione, è respinta al mittente.
“Sia chiaro un aspetto – sottolinea Sberna – se si vuole da subito strozzare il dibattito politico e il libero esercizio delle facoltà istituzionalmente in capo a ciascun consigliere, per quanto ci riguarda continueremo serenamente, ma con altrettanta determinazione, a esercitare il nostro ruolo tanto dentro quanto fuori le sedi istituzionali, utilizzando tutti gli strumenti consentiti per rappresentare i cittadini che ripongono in tutto il consiglio la loro fiducia. Con tutto ciò che questo comporta”.
Il comune e quindi il consiglio comunale, è la casa di tutti i cittadini e di tutti i consiglieri.
“A Chiatti vogliamo soltanto ricordare che, come suggeriva un grande maestro della destra italiana, il parlamento si chiama così perché si parla, si discute, ci si confronta.
Palazzo dei Priori è il parlamento della città di Viterbo, dei viterbesi e di tutti i consiglieri comunali. O per la Chiatti, ormai, rappresenta solo il “palazzo” del potere in cui esercitare arroganza e supponenza?”.
– Chiatti: “Non cominciamo col piede giusto se approfittate della nostra disponibilità…”
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