Viterbo – (sil.co.) – Rapina, estorsione e cessione di stupefacenti. Il movente sarebbe stato un debito di droga. Sono i reati per cui sono a processo davanti al collegio, col giudizio immediato, tre giovani romani sorpresi il 6 aprile 2021 dalla squadra mobile mentre, nel capoluogo, si facevano consegnare da un 24enne viterbese una ingente somma di denaro.
E’ stata la stessa vittima a chiedere aiuto, denunciando i suoi aguzzini. La manovra di avvicinamento alla parte offesa e la successiva consegna del denaro sono stati immortalati in un video girato dal personale del gabinetto di polizia scientifica.
Presunto “creditore” un 26enne di Roma, che a Viterbo è giunto assieme a due complici, dopo avere sottoposto la vittima a un lungo periodo di continue minacce, compiute sia di persona che a mezzo telefono e in chat, pretendendo il pagamento di debiti maturati nell’ambito dello spaccio di stupefacenti.
Denaro estorto per presunti debiti di droga
Il 6 aprile dell’anno scorso è scattata la trappola, quando gli operatori della mobile, coordinati dal pubblico ministero Paola Conti, hanno dato luogo a un servizio operativo nel centro storico, finalizzato alla consegna controllata al 26enne, da parte della parte offesa, di banconote preventivamente fotocopiate e registrate, al fine di comprovare la consumazione dell’ipotizzata estorsione.
Subito dopo la consegna la polizia ha bloccato con i contanti in tasca il 26enne, gravato da precedenti per reati di furto e rapina, e fermato i due complici, anche loro con precedenti specifici.
Tutti e tre sono tuttora sottoposti alla misura cautelare del divieto di avvicinamento alla parte offesa. Solo uno degli imputati, ieri, era presente in aula.
Il processo entrerà nel vivo, con i primi tre testimoni dell’accusa, il prossimo 19 ottobre.
– Estorce denaro a un 23enne per presunti debiti di droga, arrestato
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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