Orte – (sil.co.) – Spaccia droga a un minorenne che era in macchina con la madre e altre due persone quando i carabinieri della stazione di Orte gli hanno trovato tre dosi di hashish nel marsupio.
Ieri è stato condannato a 4 mesi di reclusione e 800 euro di multa dal collegio presieduto dal giudice Elisabetta Massini, che ha riconosciuto all’imputato la “modicissima” quantità e tutte le attenuanti, tenendo conto che l’assuntore era prossimo ai 18 anni. La pm Eliana Dolce aveva chiesto 6 mesi e 800 euro di multa.
Era il 5 settembre 2020. I militari, fermato il mezzo per un controllo, hanno notato l’evidente nervosismo del ragazzo, all’epoca diciassettenne, seduto sul sedile passeggero al fianco della madre, che era alla guida.
Vistosi scoperto, il giovane, sentito in caserma davanti alla madre, data la minore età anche se per poco, ha confessato di avere acquistato in cambio di una somma di 25 euro lo stupefacente da un noto pusher africano del posto che aveva contattato per telefono.
Visto il numero sul cellulare del 17enne, i carabinieri sono subito risaliti al presunto spacciatore che si trovava a una festa quando sono andati cercarlo nella sua abitazione e la compagna lo ha chiamato al telefono allo stesso numero. Il minorenne, inoltre, lo ha individuato senza alcun dubbio nel fascicolo fotografico che gli è stato mostrato in caserma.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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