Carabinieri
Viterbo – (sil.co.) – Sessantenne incensurato, che vive in campagna in terreni di proprietà a casa con la madre novantenne, arrestato per spaccio dai carabinieri che gli hanno sequestrato un chilo e 700 grammi di marijuana e tre piante di cannabis.
Comparso ieri davanti al giudice Elisabetta Massini per l’udienza di convalida, il presunto spacciatore, difeso dall’avvocato Corrado Cocchi, nonostante l’ingente quantità di stupefacente rinvenuta nella sua disponibilità, si è giustificato dicendo che era la “scorta” per uso personale.
La difesa, oltre all’incensuratezza dell’uomo, arrestato per detenzione a fini di spaccio di sostanza stupefacente, ha fatto notare alla magistrata come il sessantenne conviva e si prenda cura dell’anziana madre nonché si occupi personalmente della gestione dei diversi ettari di terreno di cui consta la proprietà di famiglia.
Fatto sta che il giudice, pur convalidando l’arresto, ha rimesso in libertà l’imputato senza alcuna misura, rinviando al 24 novembre il processo per direttissima, concedendo all’avvocato Cocchi i termini a difesa per un eventuale richiesta di rito alternativo, come il patteggiamento o l’abbreviato che in caso di condanna prevedono lo sconto di un terzo della pena. Il pubblico ministero aveva chiesto l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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