Il tribunale di Viterbo
Civita Castellana – (sil.co.) – Sfilata di vittime al processo scaturito dalla presunta truffa dei formaggi “sottopeso” in cui sono imputati un agente di commercio e il titolare di un’azienda del comprensorio di Civita Castellana specializzata nella vendita di caci, salumi e altri prodotti tipici della Tuscia.
Tra loro anche una delle responsabili della gastronomia in un supermercato di Magliano Sabina che, come un analogo punto vendita di Orte, si serviva della ditta per il rifornimento dei “freschi” quotidiani, dal pecorino alla mozzarella, dallo stracchino alla ricotta.
Nel settembre 2016, dopo che era scattato l’allarme grazie al passaparola tra i commercianti, ha colto in castagna il rappresentante. “Abbiamo fatto la pesatura dei prodotti, dopo di che è andato sul furgone ed è tornato con la bolla. Io l’ho firmata, poi gli ho detto che volevo controllare la pesatura. Quando è venuto fuori che aveva messo in bolla pesi maggiori rispetto a quelli reali, ha detto di essersi sbagliato, è corso nel furgone e preparato la bolla corretta. Allora gli ho chiesto di ridarmi anche la bolla sbagliata per spiegare in amministrazione che c’era stato un disguido, ma lui mi ha dato un foglietto accartocciato, che non era la bolla con la mia firma, ed è scappato via”, ha spiegato la testimone che sei anni fa avrebbe dunque colto in flagrante l’imputato.
Secondo l’accusa gli imputati avrebbero frodato anche la titolare di un alimentari e di un ristorante di Otricoli, che il 9 dicembre 2016 li ha denunciati e il 4 aprile 2017 ha presentato un’integrazione di querela, dopo avere scoperto di avere pagato forme di cacio da tre chili come se pesassero quattro chili per un periodo di almeno nove mesi, da dicembre 2015 a settembre 2016.
La vittima, una cinquantenne che come altre parti offese si è costituita parte civile al processo entrato nel vivo ieri davanti al giudice Elisabetta Massini, ha quantificato il danno in circa 1200 euro al mese per nove mesi.
Il processo riprenderà il prossimo 3 novembre, per poi proseguire il primo dicembre, mentre il 9 gennaio è prevista la sentenza.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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