Viterbo – “Come si possono garantire gli stessi servizi e standard di pulizia dell’ospedale rinunciando a 27 persone?”. A chiederselo le principali sigle sindacali, Cgil, Cisl, Uil e Ugl che, con una nota inviata alla Asl e alle aziende che si occupano della pulizia del Belcolle, rimarcano la necessità di riassorbire all’interno dell’organico i 27 addetti delle pulizie, assunti con un contratto a chiamata scaduto il 30 settembre scorso. Per cui non è arrivato alcun rinnovo.
“Le organizzazioni sindacali – si legge nel documento firmato da Donatella Ayala (Filcams Cgil), Guido Calà (Fisascat Cisl), Renato Cerocchi (Uil Trasporti) e Antonio Grazini (Ugl) -, a seguito dell’incontro tenutosi 28 settembre, dove è stato chiarito dalle società che detengono l’appalto delle pulizie presso la Asl di Viterbo che non verranno rinnovati i contratti a tempo determinato in scadenza il 30 settembre 2022, e a seguito dei numerosi intercorsi telefonici nei quali le aziende ci hanno comunicato che non verranno più svolti supplementari e straordinari, sollevano da ogni responsabilità i lavoratori che non riusciranno più a garantire lo standard di pulizie richieste dal committente“.
“Non riusciamo a comprendere – si legge ancora nella nota congiunta -, come si possano garantire gli stessi servizi rinunciando a 27 contratti a termine e non autorizzando più supplementari e straordinari che, a detta dei lavoratori e dei loro referenti operativi sul posto, sono sempre stati fatti in gran quantità, e non solo durante il Covid. Da parte nostra, abbiamo tentato di avere informazioni dai rappresentanti delle società in merito ma abbiamo sempre ricevuto informazioni non esaustive, non definitive”.
Per tornare a discutere della possibilità di rinnovo dei 27 contratti, la prossima settimana i vertici della Asl e delle aziende appaltatrici del servizio si incontreranno. Ancora da definire la data. Quel che è certo è che al tavolo i sindacati non siederanno. “Ciononostante manterremo continuamente monitorata la situazione” ha commentato Guido Calà (Fisascat Cisl), che sottolinea quanto la forza lavoro dei 27 addetti sia stata fondamentale non solo per le sanificazioni e le urgenze durante l’emergenza Covid, ma anche nella gestione ordinaria delle pulizie. “Hanno lavorato a pieno ritmo in tutto ciò che concerne la pulizia di un ospedale. Ora, venendo meno la loro forza-lavoro, c’è il serio rischio che i turni restino scoperti e che ne risentano l’igiene e la pulizia della struttura stessa” ha sottolineato.
“Non spetta a noi l’organizzazione del lavoro – concludono Cgil, Cisl, Uil e Ugl nella nota -, ma, trattandosi di strutture sanitarie, crediamo che per garantire uno standard ottimale, come finora fatto, non si possa rinunciare ad un numero così importante di ore lavoro. Ore lavoro che, per gran parte dei lavoratori, sono un importante sostegno economico, soprattutto per coloro assunti a tempo parziale e che non hanno mai fatto mancare, anche nei momenti più difficili, durante la pandemia, il loro prezioso operato”.
Barbara Bianchi
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