Luca Marcoccia
Viterbo – Ha suscitato incredulità e stupore in città l’arresto per maltrattamenti in famiglia, estorsione e rapina di Luca Marcoccia, l’avvocato 45enne viterbese figlio dell’ex sindaco e imprenditore Francesco Pio finito in carcere l’11 ottobre in seguito all’aggravamento della misura degli arresti domiciliari cui era sottoposto da sabato 8 ottobre.
Tutto sarebbe scaturito da un’aggressione alla nonna ultracentenaria, per l’esattezza di 102 anni, che avrebbe messo in atto nel pomeriggio dello scorso 13 settembre, sembrerebbe nel corso di un litigio per motivi familiari. Quando il 45enne ha dato in escandescenze, scagliandosi contro l’anziana, sarebbe stato presente anche lo zio.
Non è chiaro chi abbia dato l’allarme, facendo precipitare sul posto i carabinieri che, nel corso delle successive indagini, coordinate dalla pm Chiara Capezzuto, avrebbero trovato riscontri su presunti maltrattamenti anche nei confronti di padre, madre e fratello.
Il 45enne, inoltre, sempre il 13 settembre, si sarebbe recato a cercare il padre presso l’istituto di vigilanza di famiglia e, non trovandolo, si sarebbe appropriato dell’auto di servizio assegnata a un dipendente, motivo per cui è indagato anche per rapina.
Sabato gli è stata notificata l’ordinanza con cui il gip Giacomo Autizi, su richiesta della procura, ha disposto gli arresti domiciliari.
A distanza di poche ore, la sera stessa, si sarebbe allontanato una prima volta dall’abitazione dove avrebbe dovuto ottemperare alla misura.
Domenica mattina è stato arrestato per evasione dalla polizia che lo avrebbe sorpreso mentre andava in giro in bicicletta per le vie del centro storico del capoluogo.
Come è noto, per questo motivo, martedì è poi scattato l’aggravamento della misura di custodia cautelare, dai domiciliari al carcere, per cui il 45enne è stato condotto presso la casa circondariale di Mammagialla.
– Arrestato l’avvocato Luca Marcoccia
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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