Prostituzione – Controllo dei carabinieri
Civita Castellana – Maxinchiesta su un giro di lucciole romene sfruttate da due bande di criminali composte da connazionali a Orte e sulla Flaminia, assolta la “capo lucciola” che faceva da guardiana e pretendeva la metà degli incassi dalle colleghe.
Il pubblico ministero ha chiesto un anno di reclusione, pur riconoscendo una posizione dell’imputata di rilievo minore nell’ambito della organizzazione criminale. Il difensore Alberto Parroccini, invece, ha chiesto l’assoluzione, accordata dal collegio. “L’imputata ha detto il legale durante la discussione – deve ritenersi essa stessa vittima perché costretta a prostituirsi e in alcuni casi costretta a controllare le altre ragazze”. Proprio nel suo ruolo di “controllora”, la lucciola è finita imputata di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione ai danni di due giovanissime connazionali.
Si è chiuso così, martedì, il processo a una lucciola, oggi 32enne, che aveva appena 25 anni quando, nel 2015, avrebbe battuto lei stessa la Flaminia, nonché coordinato l’attività di meretricio di due connazionali all’epoca ventenni, che figurano come parti offese, su una piazzola all’altezza della cava sulla Flaminia, località Frangellini, nel territorio di Civita Castellana. Fermata dai carabinieri nel 2016, nel frattempo si sarebbe volatilizzata, scappando a sua volta, sembrerebbe in Romania.
La prostituta avrebbe preteso dalle colleghe più giovani, secondo l’accusa reclutate in patria e avviate al meretricio non appena sbarcate in Italia, la metà del loro “incasso” giornaliero. Il 50%, in cambio di una piazzola “sicura” e di un “alloggio” nella capitale, da dove venivano tutti i giorni a “lavorare” nel Viterbese coi mezzi pubblici. La banda, secondo le indagini, operava con analoghe modalità anche ad Arezzo.
Tre presunti complici dell’imputata, rinviata a giudizio il 30 settembre 2020 dal gup Savina Poli, sono stati giudicati con riti alternativi in sede di udienza preliminare.
Sono tuttora in corso, invece, il processo a cinque imputati romeni scaturito dalla presunta guerra tra bande di sfruttatori per il controllo delle piazzole a Orte e quello a quattro romeni e un italiano per lo sfruttamento della prostituzione sulla Flaminia, del quale l’attuale processo è una costola, il secondo filone.
Silvana Cortignani
Due filoni della stessa inchiesta
Orte: Guerra tra bande per il controllo delle piazzole, si cercano le lucciole – Prostituzione, guerra tra bande per il controllo delle piazzole
Civita Castellana: Da guardiana a complice della lucciola, la aiuta a scappare ma finisce a processo – Prostituzione sulla Flaminia, “capo lucciola” pretende la metà degli incassi dalle colleghe – Lucciole sulla Flaminia, misterioso il gergo di strada degli sfruttatori – Venticinque euro al giorno per battere in una piazzola sulla Flaminia – Gruppo di lucciole sulla Flaminia, alla sbarra quattro sfruttatori – Fatta prostituire non appena sbarcata dall’aereo arrivato dalla Romania – Portava ragazze a prostituirsi
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
