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Tribunale - Vittima un ricco imprenditore che si è visto sparire 60mila euro

Resta a vivere col suo ex, lo addormenta col sonnifero e gli svuota il conto…

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Capranica generica notturna

Capranica generica notturna


Capranica – (sil.co.) – Resta a casa dell’ex dopo la fine della relazione e mentre lui dorme saporitamente sotto l’effetto dei sonniferi gli svuota progressivamente il conto corrente di ben 60mila euro.

Vittima un ricco imprenditore di Capranica, con cui la donna, una romena a processo davanti alla giudice Elisabetta Massini, avrebbe convissuto per una decina di anni, diventando un paio di anni prima, alla rottura del rapporto sentimentale, una semplice coinquilina.

Conoscendo bene le abitudini del suo ex, secondo l’accusa, non appena l’uomo sarebbe crollato in un sonno profondo, si sarebbe appropriata della sua tessera bancomat, uscendo in auto nottetempo e andando a prelevare di nascosto allo sportello, sempre tra le 22 e le 24, mettendo piano piano da parte un vero e proprio tesoretto.

Sarebbe accaduto nel giro di due-tre anni, tra il 2014 e il 2017. A far scattare l’allarme è stata la banca, insospettita dall’ammontare degli anomali prelievi in notturna, disconosciuti dal cliente, abituato ad andare a letto presto la sera. L’imprenditore, a fine dicembre 2916, ha così denunciato gli ammanchi ai carabinieri che, visionando le telecamere della videosorveglianza, hanno in breve risolto il caso.

“La parte offesa ci ha spiegato – è stato detto in aula dagli investigatori- che viveva ancora con la ex, anche se si erano lasciati da circa due anni, per darle tempo di trovare un’altra sistemazione e che lei sapeva dove teneva il bancomat e ne conosceva il pin. Abbiamo scoperto che i prelievi venivano effettuati non allo sportello della banca dell’imprenditore, sorvegliato da una telecamera, ma presso un’altra banca che non aveva telecamere. C’erano però le riprese della videosorveglianza del bar situato a pochi metri sullo stesso marciapiede, da cui abbiamo visto come, tra il 16 e il 23 gennaio 2017, negli orari dei prelievi, lo sportello venisse usato da una donna che scendeva incappucciata da una Polo come quella dell’imputata”.

Facendo approfondimenti i militari hanno scoperto che proprio a gennaio 2017 la donna aveva pagato in contanti un’auto nuova di zecca e che, tramite il money transfer della tabaccheria del paese, aveva inviato circa 30mila euro in contanti al figlio in Romania. 

“La donna non aveva entrate proprie, perché non faceva niente. Era l’imprenditore a mantenerla. Per tutto il tempo della relazione, le aveva versato 1200 euro al mese come colf. A lui diceva che studiava per diventare infermiera. Era lei che durante la convivenza gli somministrava il sonnifero, perché lui soffriva di insonnia. Lo sapeva benissimo e conosceva le sue abitudini”, ha concluso l’allora comandante della stazione di Capranica, Filippo D’Angelo.

L’imputata è difesa dall’avvocata Paola Ragonesi, l’imprenditore si è costituito parte civile con l’avvocato Antonio Rizzello. Il processo riprenderà il prossimo 4 maggio.


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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11 ottobre, 2022

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