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Tribunale - Chiesti tre anni e mezzo - La presunta vittima, studentessa, si era confidata con compagne di scuola e professori - Il caso segnalato alla polizia dalla preside

Accusato di violenza sessuale dalla figlia 17enne di un amico, assolto

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Un'auto della polizia - foto d'archivio

Un’auto della polizia – foto d’archivio


Viterbo – (sil.co.) – E’ stato assolto ieri, dopo quattro anni, un cinquantenne viterbese accusato dalla figlia 17enne di un amico di averla palpeggiata. L’accusa aveva chiesto tre anni e sei mesi di carcere.

La presunta vittima, all’epoca studentessa di un istituto superiore del capoluogo, si era confidata con alcune compagne di scuola e insegnanti, mostrando chat e denunciando gesti di autolesionismo, convincendo la preside a segnalare il caso alla questura.

Finito a processo per violenza sessuale su una minorenne davanti al collegio presieduto dal giudice Elisabetta Massini, il sessantenne è stato assolto con la formula pià ampia, perchè il fatto non sussiste, dopo che l’accusa aveva chiesto una condanna a tre anni e mezzo di reclusione.

“La fine di un incubo per il mio assistito”, il commento dell’avvocato Tiziana Maracci, che ha assistito l’imputato nella vicenda giudiziaria. La giovane, ormai ventenne, si è costituita parte civile con l’avvocato Paolo Delle Monache.

“In più occasioni l’imputato – secondo l’accusa – agendo con violenza in modo repentino e nonostante i tentativi di allontanarlo posti in essere dalla parte offesa, abbracciava e baciava in modo lascivo sulla guancia e sul collo, nonché l’accarezzava sopra e sotto gli indumenti, in varie parti del corpo, costringendola così a subire atti sessuali contro la sua volontà”.

A segnalare i sospetti abusi alla polizia, come detto, è stata la preside della scuola frequentata dalla ragazza, che si è rivolta direttamente alla questura. La studentessa è stata sentita alla presenza di una psicologa da personale specializzato della squadra mobile, in audizione protetta, filmata e registrata come previsto dalla normativa, a tutela della vittima.


Articoli: Accusato di violenza da figlia amico, la 17enne in chat: “Palpeggiamenti, non sfregamenti casuali” – Accusato di molestie dalla figlia di un amico, testimoniano i professori –  “Minorenne accarezzata e baciata in modo lascivo dall’amico del padre” – Amico del padre la tocca, a processo per violenza sessuale su minore


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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23 novembre, 2022

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