Guardia di finanza – Operazione “Big dog”
Viterbo – Prevalentemente cocaina e hashish, ma anche “speed” ovvero la cosiddetta droga dello stupro, per il cui approvvigionamento l’unica donna indagata si sarebbe candidata a fare da “canale” per il 64enne di Monte Romano in carcere da quattro giorni. Lo avrebbero scoperto i finanzieri, indagando su un traffico di stupefacenti vari tra Roma, Monte Romano e Tarquinia sfociato nell’operazione Big Dog.
Nel frattempo si è avvalso della facoltà di non rispondere, rilasciando solo spontanee dichiarazioni al gip Giacomo Autizi, che lo ha raggiunto a Mammagialla per l’interrogatorio di garanzia, il 64enne di Monte Romano in carcere dal 15 novembre, quando è scattato il blitz antidroga della guardia di finanza. Era stato già arrestato altre due volte per droga di recente, a febbraio e il 13 dicembre 2021.
Secondo l’accusa, il 64enne avrebbe acquistato solitamente, da un insospettabile fornitore “all’ingrosso” della capitale, 200 grammi di hashish e 15 grammi di cocaina per volta, che poi sarebbero stati ceduti dallo stesso ai “pusher”, per la successiva vendita “al dettaglio” dello stupefacente agli assuntori, con un “giro di affari” fino al litorale.
Nessun commento, per ora, da parte dei difensori Simona Mancini e Paolo delle Monache, che assistono l’unico dei quattro arrestati ad essere finito in carcere degli undici indagati dell’inchiesta antidroga condotta dai militari della compagnia di Tarquinia coordinati dalla pm Paola Conti della procura della repubblica di Viterbo. Sei sono indagati a piede libero, due per spaccio e quattro per favoreggiamento.
Guardia di finanza
Il 64enne è stato sentito in carcere. Sono stati invece sentiti in tribunale gli altri tre arrestati, per i quali il gip Autizi ha disposto i domiciliari rafforzati col braccialetto.
Si è avvalso della facoltà di non rispondere un 36enne originario di Capo Verde, anche lui residente a Monte Romano e difeso dall’avvocato Remigio Sicilia. Scena muta anche da parte di un 58enne di Tarquinia, anche lui ai domiciliari, così come un 47enne di Roma. Davanti al gip, infine, un terzo indagato di Monte Romano, un 39enne, sottoposto al solo obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria tutti i giorni della settimana.
Ci sarebbero poi altre due posizioni pesanti, nonostante per loro sia stata rigettata la richiesta di misura: sono un 44enne di Roma e una 45enne, l’unica donna del gruppo, originaria della provincia dell’Aquila, residente a Vetralla e attualmente domiciliata in provincia di Parma.
Le indagini avviate nel luglio del 2021, a seguito di attività info-investigativa dei militari della compagnia di Tarquinia, hanno permesso, attraverso l’esecuzione di intercettazioni telefoniche e ambientali, appostamenti e pedinamenti, di individuare i responsabili del sodalizio criminale dedito al traffico ed allo spaccio di sostanze stupefacenti del tipo hashish e cocaina sulla tratta Roma-Tarquinia-Monte Romano, con unico canale di approvvigionamento individuato nella capitale.
L’efficacia di tale apparato investigativo ha consentito di ricostruire oltre 160 episodi di spaccio di sostanze stupefacenti, ricostruire forniture di sostanze stupefacenti, pari a circa 500 grammi di cocaina e circa un chilo e mezzo di hashish, trasportati a Tarquinia e Monte Romano da un corriere romano incensurato ed assolutamente insospettabile. Nel corso delle indagini, a riscontro delle investigazioni eseguite, sono state tratte in arresto due persone, sottoponendo altresì a sequestro considerevoli quantitativi di hashish e cocaina.
Silvana Cortignani
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Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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