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Selciate contro il sindaco e insulti al vicino “muto”, in standby romano cacciato durante il lockdown

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Roberto Pinzi

Proceno – L’allora vicesindaco e attuale sindaco Roberto Pinzi


Proceno – (sil.co.) – Slitta dall’autunno all’inizio della prossima estate la sentenza del processo a carico di un romano proprietario di una seconda casa a Proceno finito nei guai in pieno lockdown quando, invece di restarsene nella capitale, sarebbe venuto nell’alta Tuscia prendendo a sassate sindaco, vicesindaco e assessore che lo stavano redarguendo in attesa dell’intervento dei carabinieri dalla vicina stazione di Acquapendente. L’uomo, un 55enne, è inoltre accusato di avere tormentato un vicino di casa che a causa di una patologia ha perso l’uso della parola, prendendosela con lui e la moglie per futili motivi.

Il sasso, nello specifico, è un sanpietrino, finito tra le prove di reato, non è chiaro se scagliato volontariamente o per caso dall’imputato vesro le vittime, mentre stava dando in escandescenza. 

Nei guai è finito l’8 aprile 2020, quando è stato denunciato e sottoposto al divieto di dimora  a Proceno. L’imputato, difeso dall’avvocata Paola Bevere, deve rispondere di stalking ai danni del vicino “muto” e della moglie e di lesioni all’allora vicesindaco e attuale sindaco Roberto Pinzi. Le tre vittime si sono costituite parte civile contro l’imputato, assistite rispettivamente dagli avvocati Emanuele Formigoni e Vincenzo Dionisi.

Il 27 ottobre avrebbe dovuto essere sentito l’ultimo testimone della difesa,dopo di che erano previsti l’eventuale esame dell’imputato, sempre che voglia farsi interrogare, discussione e sentenza. Se ne riparlerà invece il prossimo 22 giugno.

Era per l’appunto l’8 aprile 2020. Pinzi è stato colpito da un sanpietrino mentre con l’allora sindaca Cinzia Pellegrini e l’assessore Alessandro Piferi, nelle loro vesti di autorità di pubblica sicurezza – non essendoci nel borgo una stazione dei carabinieri – cercavano di riportare alla calma il 55enne che stava dando in escandescenze. Medicato all’ospedale di Acquapendente, Pinzi ne ha avuto per dieci giorni.

Il vicino, poiché non parla a seguito di una grave malattia, il 21 ottobre 2021, ha risposto alle domande in forma scritta e quando consentito con dei cenni (si o no). Davanti al giudice Francesco Rigato ha confermato quanto denunciato, e per Pinzi ha detto di aver visto il sasso colpire il piede dello stesso, ma di non avere assistito al momento del calcio.


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Presunzione di innocenza

Per indagato si intende semplicemente una persona nei confronti della quale vengono svolte indagini preliminari in un procedimento penale.

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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