Proceno – (sil.co.) – Dà del muto al vicino di casa che non parla più a causa di una malattia. Tira sampietrini a sindaca, vicesindaco e assessore. Prende a calci il gatto di un vicino. E si fa anche pizzicare a Proceno nel pieno del lockdown della primavera 2020, quando avrebbe dovuto restare nella sua casa di Roma a causa delle restrizioni anti pandemia.
E’ il 55enne romano, proprietario di una seconda casa nel piccolo borgo dell’alta Tuscia al confine con la Toscana, finito nei guai l’8 aprile di due anni fa, quando è stato denunciato e sottoposto al divieto di dimora a Proceno.
L’imputato, difeso dall’avvocata Paola Bevere, deve rispondere di stalking ai danni del vicino “muto” e della moglie e di lesioni all’allora vicesindaco e attuale sindaco Roberto Pinzi. Le tre vittime si sono costituite parte civile contro l’imputato, assistite rispettivamente dagli avvocati Emanuele Formigoni e Vincenzo Dionisi.
Ieri è stato sentito un teste della difesa, un vicino di casa 19enne, la cui deposizione si è risolta in pochi minuti. Il prossimo 27 ottobre sarà sentito il secondo e ultimo testimone a favore dell’imputato, che lo stesso giorno potrà farsi interrogare o rilasciare spontanee dichiarazioni per fornire la sua versione dei fatti, oppure astenersi, dopo di che, sempre in quella data, sono previste discussione e sentenza.
Proceno – La sede del comune
Era per l’appunto l’8 aprile 2020. Pinzi è stato colpito da un sampietrino mentre con l’allora sindaca Cinzia Pellegrini e l’assessore Alessandro Piferi, nelle loro vesti di autorità di pubblica sicurezza – non essendoci nel borgo una stazione dei carabinieri – cercavano di riportare alla calma il 55enne che stava dando in escandescenze. Medicato all’ospedale di Acquapendente, Pinzi ne ha avuto per dieci giorni.
Il vicino, poiché non parla a seguito di una grave malattia, lo scorso 21 ottobre, ha risposto alle domande in forma scritta e quando consentito con dei cenni (si o no). Davanti al giudice Francesco Rigato ha confermato quanto denunciato, e per Pinzi ha detto di aver visto il sasso colpire il piede dello stesso, ma di non avere assistito al momento del calcio.
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Presunzione di innocenza
Per indagato si intende semplicemente una persona nei confronti della quale vengono svolte indagini preliminari in un procedimento penale.
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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