Viterbo – Orari Cotral, studenti dell’Orioli sul piede di guerra. Ieri un centinaio di ragazzi e ragazze dell’istituto superiore viterbese hanno scioperato contro gli orari degli autobus dell’azienda in house della regione Lazio e contro la decisione della scuola di far rientrare gli studenti fino a due volte a settimana per garantire il monte ore previsto dal ministero dell’istruzione. Come sta accadendo al liceo artistico, uno dei tre plessi dell’Orioli distribuiti sul territorio del capoluogo.
“Cotral – ha detto la dirigente scolastica dell’istituto Francesco Orioli, Simonetta Pachella – deve adeguarsi agli orari di tutte le scuole. Ciò sono istituti che hanno 27 ore settimanali e scuole, come la nostra, che arrivano a 35 ore”.
“I rientri pomeridiani – rispondono gli studenti della sede del Pilastro, quartiere a nord est della città – non ci permetterebbero di studiare e avere tempo da dedicare a noi stessi. Uscendo alle 16, torneremmo a casa molto tardi e sfiancati dalla fatica senza la possibilità di fare niente. Non ce la facciamo più a sopportare una situazione del genere”.
Viterbo – Studenti dell’istituto Orioli in sciopero
Il problema. L’Orioli ha tre plessi. Uno al Pilastro, dove si trova l’artistico. 500 studenti. Loro devono fare 35 ore settimanali. Il che significherebbe entrare alle 8 di mattina e uscire alle 14. “Tuttavia – fa notare Pachella – uscendo alle 14 non riuscirebbero a prendere i pullman che partono proprio a quell’ora, dovendo poi aspettare quelli successivi, nel tardo pomeriggio. Per questo motivo, fino alla scorsa settimana abbiamo ridotto l’orario di 5 ore settimanali. Dalle 8 di mattina alle 13,30. Questo per dare modo ai ragazzi di prendere l’autobus. Ma questa situazione non poteva andare avanti fino alla fine dell’anno”. Perché? “Per il semplice motivo – risponde la dirigente scolastica – che deve essere garantito il monte ore previsto dal ministero, altrimenti uno studente bocciato potrebbe tranquillamente fare ricorso e vincerlo, così come uno studente diplomato potrebbe vedere il suo diploma non valicato. Senza poi parlare della Corte dei conti che, in tal caso, potrebbe intervenire in merito ai professori, pagati per fare un certo quantitativo di ore durante l’anno e non di meno”.
“Per questa ragione – prosegue Pachella – da questa settimana l’orario è variato. Per garantire le 35 ore. Con due rientri a settimana, fino alle 16. Non potevamo fare diversamente. Io devo poter convalidare l’anno scolastico”.
Stessa cosa per gli altri due plessi. A Villanova, dove c’è l’istituto professionale con 500 studenti, passato anch’esso da 30 a 32 ore. Con un rientro pomeridiano a settimana. Idem per l’ex Rousseau dove c’è invece l’istituto di moda.
Viterbo – La dirigente scolastica dell’Istituto Orioli Simonetta Pachella
“Cotral – rilanciano gli studenti – non garantisce gli autobus per l’uscita delle 14, come accaduto finora. Ma i rientri pomeridiani sono lo stesso un problema per gli studenti che in questo modo non vedrebbero garantito il loro diritto allo studio e a una preparazione adeguata per interrogazioni e compiti in classe. Studiare è diventato impossibile. Per non parlare della vita privata. Anche per questo motivo saremo in piazza a Viterbo il prossimo 18 novembre”.
Uno sciopero partito dalla sede del Pilastro… e proseguito altrove. “Gli studenti che hanno partecipato allo sciopero – proseguono gli studenti – hanno poi deciso di spostarsi alla stazione dei pullman di Cotral al Riello. Per chiedere di poter parlare con qualche dirigente, ma non c’era nessuno. Subito dopo ci siamo così trasferiti a pratogiardino Lucio Battisti per fare un’assemblea e decidere come proseguire la lotta. Una lotta che porteremo avanti fino in fondo”.
Viterbo – Studenti dell’istituto Orioli in sciopero
“Capisco gli studenti – conclude infine Simonetta Pachella – per loro sono un problema sia gli orari dell’azienda regionale sia i rientri. A Cotral abbiamo mandato gli orari più volte, chiedendo di modificare quelli vigenti per garantire a tutti gli studenti un ritorno a casa compatibile con gli impegni e la vita dei ragazzi. Aspettavamo uno spostamento di orari, e basterebbe veramente poco. Abbiamo comunicato la cosa anche alla provincia. Ma non abbiamo avuto risposta da nessuno. Per questo abbiamo deciso di fare due rientri pomeridiani. Perché io devo poter convalidare l’anno scolastico. E per farlo devo rispettare il monte ore stabilito dal ministero”.
Daniele Camilli
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