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Tribunale - Assolto per la violenza domestica - L'accusa aveva chiesto un anno e mezzo

Confessa una testata alla ex moglie ma nega i maltrattamenti, quattro mesi per lesioni

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Viterbo – (sil.co.) -“Solo una volta le ho dato una testata, al culmine dell’ennesima scenata”, aveva ammesso in aula un uomo accusato dalla ex moglie di maltrattamenti in famiglia aggravati dalla presenza del figlio minore della coppia.

Imputato un alto ufficiale dell’esercito, difeso dall’avvocato Marco Valerio Mazzatosta, che per quella testata confessata davanti ai giudici è stato condannato a quattro mesi per lesioni personali, mentre è stato assolto dal reato di maltrattamenti in famiglia. L’accusa aveva chiesto un anno e mezzo di reclusione.


Marco Valerio Mazzatosta

Marco Valerio Mazzatosta


“Le ho dato una testata al culmine di una scenata”

L’imputato, difeso dall’avvocato Marco Valerio Mazzatosta, sentito davanti ai giudici all’udienza dello scorso 18 maggio, ha confessato una sola aggressione. “Le ho sferrato una sola testata, il 7 maggio 2019, al culmine dell’ennesima tragedia greca da parte di mia moglie”, ha ammesso, negando altri episodi di violenza.

Dopo di che ha detto: “Era lei che picchiava me. Mi ha messo le mani addosso almeno due-tre volte. Anche quel giorno mi si era fatta sotto il viso alzando i pugni”.

Per la testata ricevuta nella primavera di tre anni fa, la parte offesa è stata medicata dai sanitari del pronto soccorso dell’ospedale di Belcolle e giudicata guaribile in 20 giorni.


“Preoccupato per la crescente aggressività della moglie”

Per la difesa sono state sentite la madre, la sorella e la nipote del militare, nonché l’assistente sociale che ha raccolto ai servizi sociali lo sfogo dell’uomo: “Era preoccupato per la crescente aggressività della compagna”.


Il diario di lei, le registrazioni di lui

Le vessazioni, a detta della donna, sentita in aula il 23 settembre 2020, sarebbero cominciate subito e già un anno dopo le nozze, nel 2014, lei avrebbe iniziato a scrivere un diario, consegnato agli investigatori, annotando uno a uno tutti gli episodi di umiliazione, violenza, aggressione fisica e verbale messi in atto dal marito.

Lui invece registrava e la difesa ha prodotto a sua volta le registrazioni di dieci conversazioni, nove ambientali e una telefonica, in cui si sentirebbe anche il figlioletto dire: “Mamma perché tratti male papà?”.


Articoli: “Solo una volta le ho dato una testata, al culmine dell’ennesima scenata” – Accusato dalla ex moglie di averle sferrato una testata, rilancia: “Mi picchiava” – Nega alla moglie i soldi per la spesa e le vieta di vaccinare il figlioletto, alla sbarra ufficiale “no-vax”


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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15 dicembre, 2022

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