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Tribunale - Avrebbero gridato "I kill you" a un dipendente e alla figlia dei titolari, brandendo un coltello

Pipì nella piscina del centro d’accoglienza, due condanne per minacce

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Orte - Il centro d'accoglienza Carpe Diem

Orte – Il centro d’accoglienza Carpe Diem


Orte – (sil.co.) – Pipì nella piscina del centro d’accoglienza. Sarebbe il movente di un violento litigio tra nigeriani, due dei quali supportati da un terzo avrebbero aggredito la figlia ventenne dei titolari dell’ex albergo Carpe Diem di Orte e un dipendente che cercava di separarli.

Le vittime sarebbero state minacciate di morte con un coltello e costrette ad asserragliarsi nel ristorante, mentre da fuori, facendo tremare i vetri delle finestre a forza di cazzotti, gli imputati avrebbero continuato a urlare alle vittime “I kill you”.

Era una calda giornata d’estate, il 3 agosto 2018, quando al centro di accoglienza è esploso il violento alterco, che sarebbe scaturito per l’appunto dal fatto che qualcuno aveva orinato nella piscina installata al primo piano, impedendo agli altri di usufruirne.

Il litigio sarebbe quindi proseguito al piano terra, dove si trova il ristorante, con l’aggressione del dipendente che stava cercando di separarli e della ventenne, costretti a barricarsi all’interno a causa delle minacce di morte col coltello in mano.  

“Ti uccido”, avrebbero gridato in inglese alle parti offese due dei tre imputati nel processo che si è chiuso ieri davanti al giudice Elisabetta Massini con due condanne per minacce (una a 6 mesi e 10 giorni e l’altra a 20 giorni di reclusione con sospensione della pena) e un’assoluzione. 


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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2 dicembre, 2022

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