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Tribunale - Imputato di stalking, lesioni e resistenza un 26enne - Per farlo scendere la polizia ha dovuto ammanettarlo

Morde e prende a calci la ex sul pullman, un calvario che per la vittima andava avanti da anni

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Il tribunale di Viterbo

Il tribunale di Viterbo

Viterbo – (sil.co.) – Era la vigilia della Befana di quattro anni fa, il 5 gennaio 2019, quando ha picchiato la ex a bordo di un pullman del Cotral, davanti ai passeggeri e all’autista, che ha chiesto l’intervento della polizia. E’ venuto alla luce un calvario che, per la vittima, andava avanti da due anni. A processo un 26enne. Per farlo scendere la polizia ha dovuto ammanettarlo.

Secondo quanto emerso l’uomo, uno straniero con cui aveva avuto una relazione, l’avrebbe morsa alla mano destra, le avrebbe dato un calcio in mezzo alla schiena e avrebbe provato a strangolarla. Soccorsa dal 118, la vittima è stata medicata al pronto soccorso dell’ospedale di Belcolle con una prognosi di 5 giorni.

“Quando siamo saliti noi a bordo, perché non voleva saperne di scendere, lo abbiamo trovato che si aggrappava dappertutto, si attaccava ai sedili, faceva il macello. Siamo stati costretti ad ammanettarlo”, ha raccontato in aula uno degli agenti della squadra volanti della questura di Viterbo intervenuti sul posto.

Lo scalmanato,  a suo tempo arrestato e colpito da divieto di avvicinamento alla parte offesa, difeso dall’avvocato Luigi Mancini, è a processo davanti al giudice Ilaria Inghilleri per stalking e lesioni ai danni della ex e per resistenza a pubblico ufficiale. I reati contestati coprono un lungo arco temporale, vanno da aprile 2017 a gennaio 2019, quando è finito a Mammagialla. 

Il poliziotto ha spiegato come la coppia fosse conosciutissima agli uffici a causa di una lunga serie di interventi su richiesta della donna, il cui numero telefonico era stato inserito tra quelli della check-list del protocollo Eva. Ovvero tra i numeri “attenzionati” dalla sala operativa, in quanto vittima da tempo di atti persecutori per cui aveva sporto svariate denunce nei confronti dell’imputato.

Era un sabato mattina, il 5 gennaio 2019, quando l’imputato, all’epoca 22enne, originario della Moldavia, avrebbe brutalmente aggredito la ex, italiana, mentre si trovavano entrambi a bordo del bus di linea della Cotral. 

Il processo riprenderà a giugno, quando sarà ascoltata la parte offesa, che non solo non si è costituita parte civile, ma non si è nemmeno mai presentata in aula a testimoniare, per cui sarò scortata in tribunale dai carabinieri come disposto ieri dal giudice. 


– Le spacca la faccia e prova a strangolarla sull’autobus


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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27 gennaio, 2023

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