Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – In questi giorni la cronaca locale ha raccontato un episodio grave e preoccupante: una giovane di 14 anni ha tentato di ferirsi gravemente tagliandosi le vene di uno dei polsi a pratogiardino Lucio Battisti.
Fortunatamente è stata prontamente soccorsa e non è in pericolo di vita.
Certe notizie non lasciano mai indifferenti, è triste pensare che una persona tanto giovane possa tentare di togliersi la vita, per questo colgo l’occasione per manifestare tutta mia vicinanza alla ragazza e rivolgerle i miei migliori auguri per una completa guarigione.
Eventi di questo tipo fanno riflettere e fanno sorgere domande, mi chiedo per esempio se si sta facendo abbastanza per evitare che eventi del genere si ripetano. Questo episodio ci ricorda quanto sia importante prestare attenzione alla salute mentale dei giovani, soprattutto in tempi complessi come quelli che stiamo vivendo.
Dopo anni di pandemia e confinamento, molti giovani hanno sofferto di solitudine, ansia e depressione, condizioni che ancora oggi si ripercuotono sul loro stato di salute mentale. Secondo uno studio pubblicato dall’Organizzazione mondiale della sanità, durante la pandemia il numero di giovani che hanno manifestato sintomi di ansia e depressione è aumentato del 50% rispetto al periodo pre-pandemia. Mentre un recente studio che ha coinvolto più di 30mila giovani in Italia, ha evidenziato un quadro altrettanto preoccupante: il 60% degli intervistati hanno affermato di essere seriamente preoccupati della propria salute mentale e il 14,5% ha dichiarato di aver sperimentato episodi di autolesionismo.
È importante che i giovani abbiano accesso a servizi di supporto psicologico e di consulenza, e che le loro famiglie e il loro ambiente di vita siano sensibili alle loro esigenze e alle loro difficoltà. Non dobbiamo sottovalutare i segnali di malessere e dobbiamo chiederci in che modo rispondere alla crescente necessità di supporto e di cura.
Credo sia doveroso ricordare l’esistenza di alcuni servizi di supporto disponibili, come il numero verde per il suicidio (il numero è il 114) o i servizi di emergenza come il 118. Altrettanto importante è stata l’introduzione da parte della Regione Lazio e del governo Draghi successivamente, del cosiddetto Bonus Psicologo. Ma credo sia doveroso denunciare come sia ancora molta la strada da fare per garantire
supporto efficace e accessibile ai giovani in difficoltà.
In Italia il supporto psicologico che è possibile ricevere per mezzo del sistema sanitario nazionale non è ancora sufficiente e questo rende particolarmente costoso rivolgersi a un esperto.
Secondo quanto stabilito dall’Ordine nazionale degli psicologi, un’ora di consulenza individuale può costare da un minimo di 35 euro all’ora fino a un massimo di 115 euro. Il prezzo medio, generalmente, oscilla tra i 50 e i 90 euro l’ora. Prendendo in prestito le parole
di Marracash, un cantautore molto apprezzato tra i meno anziani, forse la salute mentale è roba da ricchi.
Sarebbe stato bello se nella legge di bilancio appena approvata avesse trovato spazio anche il tema della salute mentale, destinare nuove risorse per la salute dei più giovani significherebbe riconoscere l’esistenza di un problema e manifestare la volontà di affrontarlo,
sarebbe un modo per dire ai giovani “vi capiamo, per noi siete importanti e vogliamo provare ad aiutarvi”.
Purtroppo però il governo Meloni non ha dimostrato di essere sensibile al tema e ha deciso di tagliare il finanziamento al bonus psicologo che è passato da 25 milioni a 5 milioni. Insomma, per provare a darci una risposta, non credo proprio che si stia facendo
abbastanza per evitare che eventi del genere tornino a ripetersi. Anzi, ho proprio l’impressione che la salute mentale dei giovani non interessi.
Allora provo a cogliere l’occasione per aprire una discussione, perché credo che certi temi siano importanti e che sia giusto discuterne, anche pubblicamente, provando a superare tabù e pregiudizi.
Voglio provare ad avanzare qualche proposta da mettere a disposizione dei lettori:
1) Introdurre la figura dello psicologo di base: una figura analoga al medico di base presente in diversi paesi europei. Un professionista della salute mentale che lavora all’interno del servizio sanitario nazionale e che ha il compito di offrire supporto e consulenza psicologica gratuiti ai cittadini di una specifica zona geografica o a un determinato gruppo di popolazione, ad esempio i giovani o le persone anziane.
2) Introdurre presìdi stabili di supporto psicologico nelle scuole e nelle università: in molti paesi è presente una struttura di supporto attivo nei luoghi di educazione e formazione, simili strutture contribuiscono a prevenire fenomeni di malessere psicologico tra i giovani e a fornire strumenti concreti per affrontare situazioni di difficoltà.
3) Formazione per gli insegnanti: molti paesi hanno implementato programmi di formazione per gli insegnanti per aiutarli a riconoscere i segnali di malessere nei loro studenti e a offrire supporto e consulenza. Questa formazione può aiutare gli insegnanti a sviluppare le competenze e le conoscenze necessarie per supportare i loro studenti in modo efficace.
4) Campagne di sensibilizzazione: molti paesi hanno avviato campagne di sensibilizzazione per promuovere la salute mentale dei giovani e incoraggiare i giovani a chiedere aiuto se necessario. Queste sono utili nell’abbattere le barriere culturali che spesso condizionano la capacità dei giovani di chiedere aiuto.
5) Linee guida per la salute mentale: molti paesi hanno sviluppato linee guida per la salute mentale dei giovani, che possono essere utilizzate come strumento di riferimento per le famiglie, gli insegnanti e gli operatori sanitari. Queste linee guida possono fornire informazioni su come riconoscere i segnali di malessere, dove trovare supporto e come aiutare i giovani a gestire i loro problemi di salute mentale.
Francesco Boscheri
Segretario provinciale dei Giovani democratici
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