Viterbo – Diciassette botteghe storiche a Viterbo. Ce ne saranno di più, fra centro storico e frazioni, ma queste hanno risposto all’avviso del comune per essere inserite nell’elenco regionale e rispondere a un progetto di valorizzazione che stanzia 2 milioni e 400mila euro.
Viterbo – La bottega storica Bizzarri
La caratteristica principale è la longevità. Operative da almeno 50 anni o 70 per la struttura in cui si trovano.
Fra le 17 che hanno risposto e sono state ammesse, due bar, altrettanti ristoranti-trattorie, ottica e acconciatori, ma sono presenti pure una gioielleria, una legatoria, negozi d’abbigliamento e calzature, dolciumi e spezie, panetteria, caseificio, oggettistica.
Scorrendo l’elenco, sono tutti nomi cari ai viterbesi.
Viterbo – Caseificio Cioffi
Si va dalle dolcezze di Bizzarri, alle mozzarelle di Cioffi, il Grottino o la trattoria 4 stagioni, il salone Braconcini o quello di Grani. Chi ha problemi di vista, prima o poi si sarà imbattuto in Sorrini o Pallotta. O avrà preso un caffè alla Casa del caffè o in via Cavour, oppure acquistato un capo d’abbigliamento da Falcioni o Cappelli, Biaggi per i gioielli e magari La Padula e Mecarini per l’oggettistica.
Ci sono pure il panificio Turchetti, la profumeria Muzio e la legatoria Arena.
Annunciando l’iniziativa, a palazzo dei Priori ritenevano che le botteghe storiche con le caratteristiche richieste fossero 25, forse di più. All’appello hanno risposto in 17.
Letizia Muzio nella sua profumeria
Per la loro valorizzazione si era mossa anche la precedente amministrazione, ma probabilmente pure a causa del Covid, si è fermato tutto. Stavolta magari andrà meglio.
Giuseppe Ferlicca
– Botteghe storiche cercasi, in centro ma pure nelle frazioni
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