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Cassazione - Bocciato il ricorso di un 48enne contro la misura disposta dal gip di Viterbo - Al centro inchiesta su spaccio tra Viterbo e Roma

Ristoratore ai domiciliari per droga, misura confermata anche se lavoratore e con un buon reddito

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Corte di cassazione

Corte di cassazione

Viterbo – (sil.co.) – Ristoratore ai domiciliari per droga, misura confermata anche se lavoratore e con un buon reddito.

È stato bocciato dalla cassazione il ricorso di un 48enne contro l’ordinanza con cui lo scorso 5 dicembre il tribunale del riesame di Roma ha confermato l’ordinanza del gip del tribunale di Viterbo con cui è stata disposta la misura degli arresti domiciliari a carico dell’uomo, un ristoratore, finito nei guai nell’ambito di una inchiesta a carico di più presunti spacciatori, che avrebbero agito tra Viterbo e Roma.

Secondo la difesa, che all’udienza del 2 febbraio ha insistito per l’annullamento della ordinanza impugnata, il tribunale non avrebbe considerato elementi favorevoli al 48enne, idonei a dimostrare l’insussistenza delle esigenze cautelari.

Tra questi “la dedizione ad una propria attività lavorativa emersa anche durante i controlli di polizia giudiziaria effettuati dopo l’arresto in flagranza del presunto destinatario di droga, e la titolarità, in società con altro soggetto, fino alla pandemia, di una attività di ristorazione, come anche l’assenza, dopo il predetto arresto, per un lungo anno, di atteggiamenti o comportamenti illeciti”.

“Al ricorrente si legge nelle motivazioni – sono ascritti plurimi episodi di trasporto e consegna di sostanza stupefacente di tipo hashish e cocaina, sulla base di riprese video, intercettazioni, analisi di tabulati, sommarie informazioni, dichiarazioni del presunto destinatario cui il 48enne consegnava la droga”.

“Il quadro emergente lo descrive come persistente consegnatario di droga aduso a disporre di costanti forniture in zona Tor Bella Monica (…) inserito in un contesto criminale dedito agli stupefacenti ‘ampio ed anche strutturato’. Così da ritenersi, in maniera altrettanto lineare, non occasionali le condotte a lui ascritte e persistente il rischio di recidiva, a fronte di un contesto criminale non venuto meno con l’arresto del presunto destinatario e nonostante le buone condizioni personali reddituali”.


Presunzione di innocenza
Per indagato si intende semplicemente una persona nei confronti della quale vengono svolte indagini preliminari in un procedimento penale.

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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21 febbraio, 2023

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