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Tribunale militare - Imputato di truffa aggravata allo stato, è stato prosciolto con formula piena

Furbetti del cartellino, assolto sottufficiale dell’esercito accusato di assenteismo

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Tribunale e procura militare

Tribunale e procura militare


Marco Valerio Mazzatosta

Marco Valerio Mazzatosta

Viterbo – (sil.co.) – Controlli della guardia di finanza sui furbetti del cartellino all’aviazione militare, sottufficiale dell’esercito viterbese rinviato a giudizio su richiesta della procura militare per truffa aggravata ai danni dello stato.

Il processo si è chiuso con l’assoluzione dell’imputato, mercoledì, davanti al tribunale militare di Roma.

L’indagine risale al 2019. Per diverse settimane, sarebbero stati sorvegliati e filmati gli accessi alla caserma. Secondo l’accusa, il militare avrebbe timbrato il cartellino e sarebbe uscito. 

In pratica il sottufficiale si sarebbe allontanato dal proprio posto di lavoro durante il normale orario di servizio, omettendo di timbrare con l’apposito cartellino marca tempo l’orario di entrata e di uscita. In particolare dopo aver fatto registrare la propria presenza, mediante la timbratura del badge personale, si sarebbe allontanato in maniera ingiustificata dal luogo di lavoro. 

Il presunto assenteista, difeso dall’avvocato Marco Valerio Mazzatosta, è stato assolto l’8 marzo dai giudici del secondo collegio penale del tribunale militare di Roma.

Un’assoluzione con formula piena. “Il mio assistito è stato assolto con la formula più ampia – ci tiene a sottolineare l’avvocato Mazzatosta – la magistratura militare ha emesso sentenza secondo l’articolo 530 primo comma, ovvero perché il fatto non sussiste”.


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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10 marzo, 2023

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