Civita Castellana – (sil.co.) – Invalida insultata su Facebook, il padre sarà parte civile e testimone al processo contro una coppia di Civita Castellana imputata di diffamazione e minacce aggravate. La figlia, nel frattempo, si sarebbe rappacificata con marito e moglie e i tre si sarebbero anche scattati un selfie durante l’ultimo corso di gala del carnevale civitonico.
Sarà il genitore a rappresentare la vittima al processo contro un 65enne e una 53enne. E sarà anche l’unico testimone dell’accusa, dal momento che nessuno ha chiesto nei termini di sentire la figlia in aula. Si tratta di una quarantenne che, nel frattempo, si sarebbe rappacificata con gli imputati.
Civita Castellana – Piazza Matteotti
Nonostante la parte offesa sia capace di intendere e di volere, infatti, il giudice tutelare le ha nominato un amministratore di sostegno, che per l’appunto è il genitore, autorizzato a chiedere per lei la condanna degli imputati e l’eventuale risarcimento.
Al centro della denuncia un post pubblicato su Facebook il 17 aprile 2010, in cui i due avrebbero dato della “bugiarda” e della “zozza” alla figlia, una donna di 41 anni invalida civile all’80 per cento, dandole la colpa di un accesso della polizia di stato nella loro abitazione. Avrebbero, in particolare, inserito commenti con immagini raffiguranti bombe in esplosione e frasi come “se la pio, mica lo so che posso combina’”, “te voglio fa male, zozza spia”.
Sarà sempre il padre, assistito dall’avvocato Daniela Fieno, l’unico testimone dell’accusa al processo, dal momento che nessuna delle parti ha chiesto nei termini previsti dalla legge l’interrogatorio della donna. Nemmeno il difensore Alberto Parroccini, che secondo il giudice avrebbe dovuto, tra l’altro, chiedere prima non solo di sentire la presunta parte offesa, ma anche l’esclusione della parte civile, ammessa con le prove all’udienza del 9 maggio 2022.
Parroccini, ieri, ha comunque fatto presente che tra lo scorso mese di ottobre e febbraio 2023, tra la quarantenne e la coppia sarebbe ripreso uno scambio di messaggi e che a febbraio i tre si sono anche scattati un selfie durante il corso di gala del carnevale di Civita Castellana.
L’avvocato di parte civile, Daniele Fieno, ha sottolineato come non a caso alla donna sia stato nominato un amministratore di sostegno. Per la difesa, invece, i rapporti tra le parti sono tornati alla normalità. Ma la diretta interessata non potrà riferirlo al processo, come avrebbe voluto il legale, essendo stato autorizzato solo il padre a parlare per lei.
– Danno della “zozza, bugiarda” a un’invalida su Facebook, coppia a processo
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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