Il tribunale di Viterbo
Viterbo – (sil.co.) – “Le sono caduti gli spicci” e le scippano la borsa. E’ la “truffa delle monetine” messa a segno presso un autolavaggio di Viterbo. Assente la parte offesa, che non si è costituita parte civile, si è aperto ieri davanti al giudice Ilaria Inghilleri il processo alla banda della Ypsilon blu.
Imputati di furto con destrezza tre viterbesi che l’11 giugno 2021, presso un autolavaggio egiziano di viale Fiume, sarebbero riusciti riusciti a scippare la borsa a una donna di Vitorchiano, facendole credere che le erano caduti per terra degli spicci, mentre stava risalendo in auto per andare via dopo avere pagato il servizio.
I componenti della banda della Ypsilon blu – dalla macchina utilizzata per scappare dopo il colpo – sono stati identificati dai carabinieri di Bagnaia che li hanno sorpresi cinque giorni dopo mentre si aggiravano con fare sospetto tra le ville di strada Pian della Quercia.
Catturati grazie alla prontezza di tre operai e della titolare di una lavanderia, due sono difesi dall’avvocato Marco Valerio Mazzatosta e uno dall’avvocato Luigi Mancini. A quest’ultimo, agli arresti domiciliari per altra causa, dovrà essere recapitata nuovamente la citazione a giudizio, all’attuale indirizzo, prima della prossima udienza, perché il processo possa entrare nel vivo.
In azione i carabinieri – Immagine di repertorio
Vittima una 64enne di Vitorchiano
E’ successo verso le undici e mezza dell’11 giugno 2021 a una 64enne di Vitorchiano che aveva lasciato la vettura a lavare presso un autolavaggio di viale Fiume. Andata a riprendere la macchina, mentre stava salendo a bordo per fare manovra per uscire, ha sentito qualcuno che bussava sulla sua spalla, dicendole che le erano cadute a terra delle monete.
“Era un ragazzo. Ho pensato fosse uno degli addetti dell’autolavaggio. Sono scesa per recuperare i soldi, ma mentre mi chinavo ho sentito gli operai che gridavano, cercando di bloccare un’auto i cui occupanti stavano scappando con la mia borsa”, ha raccontato la vittima, denunciando il furto con destrezza ai carabinieri della stazione di Bagnaia.
Rintracciati cinque giorni dopo a Pian della Quercia
L’auto in fuga, come è stato accertato successivamente, era una Lancia Ypsilon di colore blu, con due persone a bordo che poco dopo, all’altezza di una pizzeria, avrebbero caricato a bordo il terzo complice.
I tre malviventi sono stati rintracciati cinque giorni dopo, il 16 giugno, mentre a bordo di un furgone sospetto si aggiravano tra le ville di strada Pian della Quercia. Somiglianti in tutto e per tutto a quelli dell’identikit, sono stati condotti per accertamenti in caserma, dove è emerso che il furgone era privo di assicurazione per cui è stato sequestrato. A quel punto è venuto a prenderli un amico a bordo di una Lancia Ypsilon blu come quella descritta dai testimoni.
Soccorsa dagli addetti e da una commerciante
“Nonostante la prontezza, i tre operai dell’autolavaggio non sono riusciti a fermare la macchina dei banditi, ma uno di loro è riuscito a recuperare la borsa e il telefonino. Dentro però non c’era più il portafogli con 25 euro, tutti i documenti e la tessera PostePay”, ha proseguito nel suo racconto la donna, che sotto choc per l’accaduto, è stata soccorsa dalla titolare di una vicina lavanderia, che l’ha fatta sedere e ha chiamato il 112.
– Scippano cliente di autolavaggio col trucco delle monetine, alla sbarra banda della Ypsilon blu
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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