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Tribunale - Imputata di evasione una donna ai domiciliari - Poteva uscire, ma solo per recarsi al lavoro

Porta a spasso i cani invece di stare a casa, chiesto un anno di reclusione

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Tuscania – Intervento dei carabinieri

Tuscania – Intervento dei carabinieri


Tuscania – (sil.co.) – Porta a spasso i suoi due cani invece di stare a casa, chiesta una condanna a un anno di reclusione per evasione.

Protagonista una donna ristretta ai domiciliari in un’abitazione del centro storico di Tuscania col permesso di recarsi al lavoro, ma non di passeggiare coi suoi animali. 


Tuscania

Il centro storico di Tuscania


Un anno per evasione. Tanto ha chiesto ieri l’accusa per una donna di Tuscania ristretta ai domiciliari, cui il tribunale di sorveglianza di Roma – a gennaio di due anni fa – aveva concesso i permessi lavorativi, stabilendo che potesse uscire dalla propria abitazione dalle cinque e mezza del mattino alle sei e mezza del pomeriggio. Esclusivamente per recarsi al lavoro. Ergo, non per portare a spasso i cani.

L’accusa di evasione è scattata all’ora di cena del primo aprile 2021 quando, tra le 20,10 e le 20.25, i carabinieri , che erano andati a bussarle per un controllo, non si sono visti aprire da nessuno la porta dell’abitazione della donna, in pieno centro a Tuscania.

A quel punto, prima di dare il via alle ricerche su larga scala, i carabinieri si sono appostati lungo la via, dove, dopo un po’, hanno avvistato la donna tornare verso casa a piedi “con due cani al seguito”, come ha spiegato in aula uno dei militari che hanno condotto l’intervento, ribadendo che a quell’ora l’imputata avrebbe dovuto stare in misura cautelare nella sua abitazione. 

Ieri il pubblico ministero ha chiesto che l’imputata venisse condannata a un anno di reclusione. Ma il giudice Ilaria Anghilleri, sentita la difesa, ha rinviato la sentenza, disponendo che venisse nuovamente notificata alla donna l’ordinanza con cui, il 29 gennaio 2021, il tribunale di sorveglianza le aveva concesso i permessi lavorativi, autorizzandola a uscire dal proprio domicilio solo per lavoro e solo dalle 5,30 alle 18,30.

Quindi ha stabilito che la procura provveda ad acquisire la documentazione, compresa l’istanza presentata dalla difesa della donna, rinviando a breve per la sentenza.


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.

 


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14 marzo, 2023

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