Civitavecchia – Investì e uccise Lina Cappelletti a Manziana, condannato a otto mesi di reclusione.
È la pena inflitta dal Tribunale di Civitavecchia al 73enne di Blera che il 10 marzo 2022 travolse l’anziana.
Ieri la sentenza al termine del processo celebrato col rito abbreviato celebrato davanti al giudice Paola Petti grazie al quale l’imputato ha potuto beneficiare dello sconto di un terzo della pena.
Condannato a otto mesi di reclusione, con la sospensione condizionale, per il reato di omicidio stradale A. G., 73 anni, di Blera, l’automobilista che il 10 marzo 2022 a Manziana (Roma) ha investito e ucciso l’ottantottenne Lina Cappelletti mentre attraversava a piedi la strada.
Come ogni giorno la vittima si stava recando al cimitero per rendere visita alla figlia prematuramente scomparsa e per tenere in ordine la sua tomba. Proveniva da piazzale dell’Università Agraria e, per raggiungere il camposanto, ha attraversato la strada di fronte, via dei Platani, in corrispondenza delle strisce pedonali e all’altezza del civico 17, quando il Mitsubishi Pajero condotto dal settantatreenne, che sopraggiungeva in direzione Roma, l’ha travolta. Trasportata d’urgenza in ambulanza dai sanitari del 118 in condizioni critiche all’ospedale di Bracciano, nonostante tutti i tentativi dei medici di salvarla, è deceduta poche ore dopo a causa dei gravissimi politraumi fratturativi ed emorragici riportati, in particolare al capo e nella regione pelvico addominale.
I familiari si sono affidati a Studio3A-Valore S.p.A., società specializzata nel risarcimento danni, con la collaborazione dell’avvocato Lorenzo Marcovecchio del foro di Isernia. Al termine delle indagini preliminari il pubblico ministero Martina Frattin, sulla base dei rilievi effettuati dalla polizia locale di Manziana e del loro rapporto, delle testimonianze acquisite e della consulenza cinematica, ha chiesto e ottenuto il rinvio a giudizio di A. G. ritenendolo l’esclusivo responsabile della tragedia e imputandogli il fatale investimento dell’anziana, “che attraversava la carreggiata in prossimità delle strisce pedonali da destra verso sinistra rispetto alla direttrice di marcia dell’autovettura”, come recita la richiesta, per “colpa consistita in negligenza, imprudenza, imperizia e nella violazione della disciplina della circolazione stradale“.
“I familiari di Lina Cappelletti, che ha lasciato un figlio, quattro nipoti e due sorelle, attraverso Studio3A – si legge nella nota – sono stati da tempo integralmente risarciti dalla compagnia di assicurazione della vettura, ma si aspettavano anche una risposta dalla giustizia pena”.
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