Viterbo – (b.b.) – Chicoria all’assemblea del liceo scientifico Paolo Ruffini.
Nato nel 1979, il rapper e writer romano ha parlato agli studenti all’interno del Palamalé nel corso di un dibattito organizzato che ha visto seduti al tavolo, oltre lui, due moderatori e un esponente del Ceis. Famoso per i suoi testi e per il passato turbolento che lo ha fatto finire in manette e gli ha aperto le porte del carcere, Chicoria, all’anagrafe Armando Sciotto, ha affrontato temi d’attualità come la dipendenza dalle sostanze stupefacenti, il dibattito sulla legalizzazione delle droghe leggere, la vita in carcere e quella in strada.
“Abbiamo fortemente voluto questa assemblea – spiega il rappresentante di istituto Lorenzo Berneschi -. Chicoria è già stato ospite di centinaia di scuole prima di noi”. E ammette: “Non è stato facile organizzarla dati i pregiudizi sui suoi trascorsi. Lo spaccio, i 18 mesi in carcere e i 4 anni di arresti domiciliari pesano come macigni. Ma i ragazzi hanno seguito con attenzione e in silenzio tombale l’incontro. Per due ore all’interno della struttura non è volata una mosca”. Sinonimo questo, per Berneschi, della riuscita dell’evento.
Non è la prima volta che Chicoria partecipa ad assemblee e incontri con studenti. Dopo aver scontato la condanna per spaccio, il rapper ha infatti intrapreso un percorso di impegno sociale, che lo ha portato a dialogare con i ragazzi di oltre 150 scuole, al fine di spronarli ad agire positivamente per costruire il proprio futuro.
“L’incontro non è stato un monologo del Chicoria, ma un dibattito in cui c’è stato spazio per tutti. Dall’operatore del Ceis a lui. Ovviamente – sottolinea Berneschi -, a suscitare la curiosità maggiore sono stati i racconti di Chicoria. Delle sue esperienze. Di tutto quel passato e di tutti quegli errori, che ha pagato e che oggi lo hanno portato qui”.
A destare più scalpore e infiammare il dibattito il momento in cui si è parlato della legalizzazione delle cosiddette droghe leggere. “In quel momento – spiega il rappresentante di istituto -, il confronto si è acceso. Da una parte il Ceis, dall’altra lui. Posizioni diverse e distinti. Ma non si sono mai superati i limiti, tutto si è svolto nel rispetto di tutti e di tutte le parti”.
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