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Tribunale - Imputati un trentenne e una quarantenne - Scoperti, invece di restituire la refurtiva, hanno aggredito e malmenato il titolare

Per una sciarpa, coppia a processo per rapina aggravata in concorso

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Carabinieri

Carabinieri

Civita Castellana – (sil.co.) – Per una sciarpa del cinese, coppia finisce a processo per rapina aggravata in concorso. 

Era la mattina del 18 ottobre 2017 quando gli imputati, un trentenne e una 43enne, entrambi di Viterbo, avrebbero aggredito un 52enne di nazionalità cinese, titolare di un grande magazzino gestito da orientali a Civita Castellana, colpendolo con uno schiaffo e con una ginocchiata per appropriarsi di una sciarpa che avevano asportato dal negozio nascondendola in una borsa. 

La vittima, che se ne sarebbe accorta, avrebbe provato a bloccare assieme ad alcuni connazionali i due sospetti per farsi restituire il bottino, ma la coppia, invece di rassegnarsi di fronte all’evidenza, sarebbe passata alle mani  per darsi alla fuga con la “refurtiva”, peggiorando la situazione, mentre scattava l’allarme. 

Sul posto si sono precipitati i carabinieri che, in virtù dell’aggressione, hanno arrestato la coppia di fuggitivi per rapina impropria mentre stavano salendo sulla macchina parcheggiata poco lontano. Il 52enne, rimasto ferito nella colluttazione e medicato al pronto soccorso dell’ospedale Andosilla con una prognosi di cinque giorni, ha sporto denuncia, anche se non si è costituito parte civile al processo, dove sarà sentito solo come parte offesa.

Il trentenne, dopo la convalida dell’arresto, fu trattenuto in custodia cautelare nel carcere di Mammagialla, per via dei numerosi precedenti e carichi pendenti. La donna fu invece trasferita presso il carcere femminile di Civitavecchia perché, secondo una perizia psichiatrica, sarebbe stata capace di intendere ma non di volere nonché pericolosa per sé e per gli altri, quindi a rischio di commettere altri reati qualora fosse stata rimessa in libertà.

A distanza di oltre cinque anni, martedì il collegio ha fissato a fine primavera un’unica udienza per sentire i testimoni e gli imputati, difesi dall’avvocato Luigi Mancini, quindi discutere il processo e arrivare nello stesso giorno alla sentenza.


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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16 aprile, 2023

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