SmartBus a Viterbo
Viterbo – “Il digitale è una stanza in più che i ragazzi devono saper abitare al meglio per evitare rischi e pericoli”. Rosy Russo è la presidente dell’associazione Parole O_Stili che assieme alla società Huawei sono protagoniste dell’iniziativa SmartBus, a Viterbo dal 3 al 5 aprile, in piazza dei caduti al Sacrario dove questa mattina è stata presentata insieme a Fabio Romano, responsabile dello sviluppo di Huawei, all’assessore alla cultura del comune Alfonso Antoniozzi, all’assessora agli ex comuni Katia Scardozzi e alle consigliere di palazzo dei Priori Francesca Pietrangeli e Rosanna Giliberto.
SmartBus a Viterbo
Il progetto sta offrendo sessioni gratuite di formazione a più di 200 studenti delle scuole medie di Viterbo che hanno aderito all’iniziativa con “l’obiettivo – ha detto Romano – di stimolare un adeguato livello di consapevolezza personale sul tema della sicurezza in internet e sulle opportunità e i rischi legati all’utilizzo degli strumenti digitali”.
Fabio Romano
“I ragazzi – ha proseguito il responsabile di Huawei – si trovano immersi in qualcosa che li attrae subito. Una web app per seguire la loro giornata tipo. Una giornata che inizia con il cellulare, prosegue con gli strumenti messi a disposizione dalla scuola, poi i giochi e le chat del pomeriggio fino a sera. Il tutto nel corso di una lezione di 45 minuti accompagnata da un tutor”.
Alfonso Antoniozzi
“Nel Lazio abbiamo scelto di toccare per prima la città di Viterbo. Poi sarà la volta Frosinone e Latina. Al termine di questi tre giorni consegneremo alle istituzioni e alle scuole quello che abbiamo scoperto per dargli la possibilità di sviluppare modelli educativi al passo con i tempi e i pericoli del digitale.
”Il tema importante – ha sottolineato Russo – è quello della consapevolezza delle persone. Abbiamo una stanza in più nella nostra vita ed è quella del digitale. E ci vuole consapevolezza per abitarla”.
SmartBus a Viterbo
“Il web – ha aggiunto Antoniozzi – è diventato lo specchio virtuale della società reale. Solo che in quest’ultima ci insegnano i segnali per individuare il malintenzionato e nel mondo virtuale no. Quello che state facendo è un lavoro importante per dare consapevolezza ai ragazzi”.
Nel pomeriggio l’aula itinerante di SmartBus accoglierà anche tutti i cittadini che volessero migliorare le proprie conoscenze sui temi della cybersecurity, della privacy e dell’utilizzo degli strumenti digitali con test di valutazione del loro livello di consapevolezza e di percorsi formativi simili a quelli rivolti alle scuole rielaborati però per utenti adulti.
Rosanna Giliberto e Francesca Pietrangeli
Il progetto è patrocinato dalla regione Lazio, dal comune di Viterbo e dall’associazione di categoria Asstel con la partnership tecnica di Fastweb, SpazioUau, G2Eventi ed EventRent.
“Il progetto SmartBus – ha commentato Giliberto, delegata ai rapporti con le scuole – si inserisce a pieno nelle policy di prevenzione e contrasto al cyberbullismo. Una opportunità per gli studenti delle scuole medie di riflettere sulle problematiche connesse alla rete”.
SmartBus a Viterbo
“Siamo felici – ha continuato Pietrangeli, delegata alle nuove generazioni – che lo SmartBus faccia tappa nella nostra città, per consentire ai ragazzi di acquisire maggior consapevolezza sui rischi connessi a internet e all’uso degli strumenti digitali, ormai di uso quotidiano per i nostri giovani/ ci auguriamo che vorranno cogliere questa occasione per la loro sicurezza e per confrontarsi con personale qualificato”.
Il percorso di SmartBus è iniziato a Torino il 6 febbraio e farà tappa in 15 città di 5 regioni coinvolgendo oltre 4500 studenti. La tappa finale sarà a Napoli.
SmartBus a Viterbo
“Avere a Viterbo lo SmartBus – ha scritto in una nota la sindaca Chiara Frontini, assente alla presentazione perché impegnata a Betlemme con il progetto delle macchine a spalla – è un’ulteriore dimostrazione di centralità che la nostra città sta acquisendo a livello nazionale. Sono infatti solo 15 le città toccate dal progetto. Viterbo conferma il proprio investimento nell’educazione e nelle nuove generazioni, aprendo le porte alle avanguardie educative”.
Daniele Camilli
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