Verona – Vini in ascesa sia per qualità che per richiesta dal mercato.
Il trend positivo per le cantine della Tuscia viene confermato dagli stessi produttori nel corso del Vinitaly 2023.
La 55esima edizione del salone internazionale dei vini e distillati termina oggi con la quarta giornata e racconta con orgoglio le storie di oltre 4mila aziende di tutta Italia.

Verona – Vinitaly 2023 – Lo stand della Fattoria Madonna delle Macchie
Tra loro anche una buona rappresentanza dalla provincia di Viterbo all’interno del padiglione del Lazio realizzato in collaborazione con l’Arsial (Agenzia regionale per lo sviluppo e l’innovazione dell’agricoltura del Lazio): 1.800 metri quadrati a disposizione di 63 cantine con tre Docg, 27 Doc, sei Igt Igt e 37 vitigni autoctoni in degustazione.
Stringendo il campo alla Tuscia i nomi sono nove e spaziano dalle celebri cantine conosciute a livello nazionale e internazionale fino ad alcune nuove leve molto interessanti che stanno conquistando il proprio spazio all’interno di un mercato che, secondo uno studio dell’Osservatorio Uiv-Vinitaly e Prometeia, vale 31,3 miliardi di euro.

Verona – Vinitaly 2023 – Fernando Cestra della cantina Famiglia Cotarella
Non può mancare la presenza di Famiglia Cotarella, fondata nel 1989 a Montefiascone (come Falesco) e allargata, negli anni successivi, con l’acquisto di altre tenute tra Lazio, Umbria e Toscana. Il vino di punta è senz’ombra di dubbio il Montiano 2019 (ottenuto da uve Merlot in purezza impiantate tra Montefiascone e Castiglione in Teverina), secondo nella classifica dei migliori 100 rossi italiani redatta da Gentleman.
“Per noi è un motivo di orgoglio – racconta Fernando Cestra –. Il Montiano è un vino importante a cui negli anni abbiamo dedicato passione, amore, tempo e investimenti. Dal 2016 in poi, con il passaggio generazionale dell’azienda che oggi è in mano alle sorelle Dominga, Marta ed Enrica Cotarella, c’è stata un’ulteriore spinta al miglioramento di una qualità già altissima. Il Covid-19? Fortunatamente è alle spalle. Il 2020 è stato difficile per via del blocco alla ristorazione ma dal 2021 in poi il mercato ha iniziato a rialzarsi. La Tuscia? Siamo presenti da anni grazie alla cantina di Montefiascone, speriamo di essere un esempio per le altre aziende: migliorare tutti insieme è un vantaggio comune“.

Verona – Vinitaly 2023 – Lo stand della cantina Sergio Mottura
A tal proposito, tra i produttori c’è qualcuno che lamenta la mancanza di un progetto comune che possa dare una maggiore spinta al territorio. Manca un consorzio, come ce ne sono molti anche nella vicina Toscana, che riesca a dare un’idea più chiara del settore vitivinicolo della provincia di Viterbo e valorizzare, ad esempio, una Doc come la “Tuscia” (chiamata anche “Colli etruschi viterbesi) che nel disciplinare racchiude più di trenta comuni ma è troppo poco conosciuta.
“Sono d’accordo – spiega Giuseppe Mottura che è anche sindaco di Civitella d’Agliano –. In territorialità e ospitalità la Tuscia sale ma la realtà dice che ci manca una cosa fondamentale: il riconoscimento di una nostra denominazione che può far crescere il territorio. Cosa si potrebbe fare? Ci vuole un’azione comune, un marchio collettivo con una visione d’insieme. La ripresa delle esportazioni? C’è stata. Oggi siamo al 30% e siamo soddisfatti sia di questo dato che di quello della richiesta nazionale“.

Verona – Vinitaly 2023 – Marco Muscari della cantina Muscari Tomajoli
Regina del Grechetto, a detta di molti il migliore d’Italia, la cantina Sergio Mottura è tra quelle più visitate del padiglione Lazio e non solo, grazie ai prodotti di punta come il Latour a Civitella, il Poggio della Costa e il Muffo. Tra le aziende giovani, invece, spicca la cantina Muscari Tomajoli che si trova a Tarquinia e sta crescendo sia di qualità che in quantità. Basti pensare che alcuni vini, come il Nethun, sono stati inseriti nei menu di alcuni ristoranti stellati.
“Con il nuovo impianto di un ettaro e mezzo arriveremo a 3,5 in totale – racconta il titolare Marco Muscari –. Siamo molto piccoli ma il nostro lavoro ci soddisfa ed essere entrati nel mondo dei ristoranti stellati per noi è un grande onore. Le vendite all’estero? Esportiamo da cinque anni grazie a un importatore giovane che lavora a Boston, nel Massachusetts, e si sta muovendo anche a New York. Tra cantine giovani e produttori storici la Tuscia è viva“.

Verona – Vinitaly 2023 – Emanuele Leonardi dell’Antica cantina Leonardi
Sempre da Tarquinia presenti le aziende storiche Sant’Isidoro e Valle del Marta (specializzata nella produzione di distillati come il brandy Numa) mentre Castiglione in Teverina e Vignanello sono rappresentate dalla Fattoria Madonna delle Macchie e dai Viticoltori dei Colli Cimini. Da Montefiascone, infine, la società cooperativa agricola Cantina di Montefiascone (specializzata nella produzione di bianchi della Doc “Est! Est!! Est!!!”) e l’Antica cantina Leonardi.
“Il Vinitaly sta andando molto bene – conclude Emanuele Leonardi dell’Antica cantina Leonardi –. C’è molta affluenza ed è un aspetto molto positivo anche grazie alla spinta del nuovo ministro dell’Agricoltura, della sovranità alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida. Vedo più stranieri ed è un bene per le esportazioni che per quanto ci riguarda corrispondono al 25% della produzione totale. Il futuro? Abbiamo tanti progetti, la Tuscia ha abbandonato il passato e sta cercando maggiore qualità. Noi vogliamo cercare di eguagliare le altre regioni. Sarà un percorso lungo ma sicuramente importante perché non dobbiamo invidiare nulla a nessuno. Bisogna lavorate bene e farsi conoscere“.
Sempre al Vinitaly, nei giorni scorsi, è stato presentato il libro “Sciampagna”, Edito dalla casa editrice romana Edizioni Studium e che effettua un viaggio di quasi 250 pagine alla scoperta dello spumante classico italiano. Scritto da 15 autori, due dei quali viterbesi (Cristina Baglioni ed Enrico Zamboni), uscirà in tutte le librerie venerdì 28 aprile e sarà acquistabile anche su Amazon.
Samuele Sansonetti
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