Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • YahooMyWeb
    • MySpace
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Tribunale - Soriano nel Cimino - Parla l'archeologa della sovrintendenza che ha segnalato il caso al nucleo tutela dei carabinieri - Tre gli imputati

“Cisterna romana monumentale demolita, non c’erano vincoli e il proprietario aveva il permesso comune”

di Silvana Cortignani
Condividi la notizia:


Soriano nel Cimino - Cisterna romana

Soriano nel Cimino – Cisterna romana

Soriano nel Cimino - Cisterna romana

Soriano nel Cimino – Cisterna romana

Soriano nel Cimino – Tre imputati a processo davanti al giudice Silvia Bartollini per la demolizione di un’antica cisterna romana di epoca imperiale di dimensioni monumentali – di forma rettangolare, 17 metri di larghezza per 8 metri di lunghezza e un’altezza di 3 metri – nonostante il proprietario del terreno abbia agito col permesso del comune di Soriano nel Cimino e non ci fossero vincoli della sovrintendenza.

Sul posto il comandante della polizia locale

Era luglio del 2018 quando, in seguito a una segnalazione, sul posto, un terreno recintato di proprietà privata in  località Muraccio, intervenne un volontario dell’associazione Archeotuscia, Andrea Zolla, di 79 anni, sentito ieri come testimone. “Era un sabato pomeriggio, chiamai i carabinieri e il sindaco che mandò il comandante della polizia locale, il quale mi allontanò dicendo che ci avrebbe pensato lui. Il lunedì successivo una vigilessa mi disse che i lavori di smantellamento erano proseguiti perché era tutto regolare”, ha spiegato.

Oltre un anno dopo sopralluogo della sovrintendenza

A distanza di oltre un anno, il 15 novembre 2019, sul posto fece un sopralluogo, prendendo atto della demolizione della cisterna, Angelo Fiaschetti, assistente tecnico di zona della sovrintendenza per l’Etruria meridionale, “chiamato dal presidente di Archeotuscia, Luciano Proietti”, tornato il 20 novembre con l’archeologa Carlotta Schwarz. Entrambi sentiti ieri come testi dell’accusa al processo. 

L’archeologa: “Sito censito da Unitus nel 2004”

“La cisterna romana – ha detto la studiosa – era censito su una carta archeologica Unitus del 2004, con foto. Era rimasto solo uno dei pilastri interni, mentre l’erba era già ricresciuta. Cisterne così grandi difficili da trovate, a forma rettangolare, 17 metri x 8 metri, quasi tre metri di altezza, una cisterna monumentale, di epoca romana imperiale, ma non risultavano vincoli”. L’archeologa ha avvisato il nucleo tutela dei carabinieri.

Su Fb le foto trovate dal volontario Archeotuscia

Poche settimane prima. sempre nel 2019, Zolla aveva pubblicato alcune foto e un post sul suo profilo Facebook, in cui si legge: “Via del Muraccio, zona Sant’Eutizio: cisterna romana rilevata dalla Raf nel ’44, dall’archeologo Scardozzi nel libro ’Ager Ciminus’, fotografata da Valentino D’Arcangeli nel ’62 e ‘scomparsa’ da un anno. chiedo cortesemente al signor sindaco, assessore alla cultura e all’amministrazione di interessarsi a come un bene archeologico, che è sopravvissuto 2000 anni, possa scomparire e perchè. Non posso pensare che a Soriano non interessi la sua storia antica, come pure la storia più recente: vedi condizioni delle fontane di Papacqua ect”.

Botta e risposta “social”: “Terreno mio, ci farà quello che voglio”

Gli ha risposto con un commento, tra gli altri, il proprietario, ovvero uno degli attuali tre imputati. “Ve la dico io qualche cosa in merito visto che sono il proprietario del terreno – scrive L.B., munito di autorizzazione a demolire dell’ufficio tecnico del comune di Soriano nel Cimino  – quel rudere era abbandonato almeno da quando la mia memoria possa ricordare (ho 37 anni). Nessuno si è mai interessato alla pulizia del ‘sito archeologico’. È sempre stato utilizzato per bruciare la potatura delle nocciole e ne sono sicuro perché conosco bene anche l’ex proprietario/a. Io ho fatto un regolare permesso di demolizione in comune ed ora ci farò quello che voglio visto che il terreno, come già detto, è mio. Sono venuti tutti i vigili di soriano durante i lavori perché evidentemente a ‘qualcuno’ dava fastidio che io stessi facendo quella demolizione”.

“Non è mai fregato niente a nessuno di questo rudere”

E ancora: “Se ne ha 2000 o 3000 cambia ben poco. Come mai, da quando ricorda la mia memoria, non è mai fregato niente a nessuno di questo rudere? Come mai nessuno si è mai preoccupato di pulirlo? Come mai non ho mai visto visite guidate nella zona? E comunque, signor Zolla, quando devo richiedere un permesso per fare o disfare o per qualsiasi altra cosa, non vado cercando tra i miei amici di Fb, ma dal geometra o da chi di dovere in modo tale che quest’ultimo possa preparare una documentazione tale da poter essere presentata in comune all’ufficio di competenza”.

Silvana Cortignani


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.

 


Condividi la notizia:
16 maggio, 2023

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY

Test nuovo sito su aruba container https://www.tusciaweb.it/tag/renzo-trappolini/