Un’auto dei carabinieri
Viterbo – (sil.co.) – In giro a mezzanotte in pieno lockdown con forbici e cacciavite nella tasca del giubbotto è stato denunciato e condannato per porto di arnesi da scasso.
Protagonista un umbro in trasferta a Viterbo, fermato la sera del 19 dicembre 2020 dai carabinieri in giro di perlustrazione mentre si nascondeva dietro una macchina in sosta vicino all’hotel Balletti in via Garbini.
“Dato il lockdown e l’atteggiamento sospetto, l’imputato è stato condotto in caserma, dove, oltre al possesso ingiustificato dei forbici e cacciavite, abbiamo scoperto che aveva precedenti per furto e reati contro il patrimonio“, ha spiegato uno dei militari intervenuti, sentito come testimone davanti al giudice Ilaria Inghilleri.
“A rafforzare che si trattasse di arnesi destinati allo scasso il fatto che nei giorni precedenti, proprio in quella zona, erano state forzate diverse saracinesche di garage con taglio delle lamiere delle serrande e effettuati furti all’interno nonché furti su auto in sosta, per cui è scattata la denuncia”, ha proseguito.
L’accusa ha chiesto sei mesi di arresto. Il giudice, sentito il difensore Paolo Delle Monache, ha condannato l’imputato alla pena di 4 mesi di arresto.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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