Viterbo – (sil.co.) – Professore accusato di avere palpeggiato due studentesse nei corridoi di un istituto superiore del capoluogo, ieri l’imputato è comparso davanti al gup Savina Poli chiamata a decidere sulla richiesta di rinvio a giudizio per violenza sessuale del docente. L’accusa nel frattempo ha riqualificato il reato in molestie.
Si tratta dell’insegnante di un istituto superiore del capoluogo finito nei guai l’anno scorso, in seguito alla denuncia di una studentessa cui si sarebbe accodata un’altra compagna di scuola, anche lei secondo quanto emerso presunta vittima di abusi. Entrambe minorenni all’epoca dei fatti, avrebbero accusato il professore di averle palpeggiate a scuola durante l’orario delle lezioni.
L’inchiesta, che avrebbe fornito agli investigatori abbastanza elementi di riscontro al racconto delle due ragazze per andare avanti, si è chiusa lo scorso mese di febbraio con una richiesta di rinvio a giudizio per violenza sessuale da parte della procura della repubblica di Viterbo.
In attesa dell’udienza l’avvocato Francesca Bufalini ha prodotto una corposa memoria difensiva, acquisita agli atti, in cui il professore fornisce la propria versione dei fatti contestati.
Gli abusi sarebbero avvenuti nell’istituto superiore del capoluogo frequentato dalle presunte vittime, due ragazze che all’epoca dei fatti sarebbero state ancora minorenni. Secondo il racconto delle presunte parti offese, non avrebbe perso occasione per toccarle.
Anche nei corridoi, mettendo ad esempio loro le braccia attorno alle spalle con la scusa di accompagnarle in classe, approfittando della vicinanza per sfiorare le zone erogene. Le presunte vittime avrebbero inoltre riferito agli investigatori anche di foto “rubate”, scattate dal professore mentre erano di spalle.
Una vicenda delicata, da cui sono scaturite serrate indagini da parte della procura della repubblica che ieri, alla luce degli elementi acquisiti, nella persona della pm Paola Conti, ha riqualificato il reato, chiedendo il rinvio a giudizio non per violenza sessuale, bensì per il meno grave reato di molestie. L’udienza preliminare è stata rinviata a settembre.
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Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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