Civita Castellana – (sil.co.) – Biblioteca comunale, prosciolto con formula piena dal gup Savina Poli del tribunale di Viterbo l’ex vicesindaco Alberto Cataldi (FdI). Perché il fatto non sussiste.
Era il 2019 quando Cataldi, allora assessore alla cultura della giunta di Franco Caprioli, venne accusato e denunciato da quattro consiglieri di minoranza (due del Pd, uno di Forza Italia e uno di Rifondazione comunista) “per avere favorito e caldeggiato la scelta di una cooperativa viterbese, con collusione e altri mezzi fraudolenti, consistiti in accordi diretti ad influire sulla scelta di una ditta che doveva fornire personale da utilizzare per la gestione della biblioteca comunale “.
Al centro della vicenda l’affidamento senza gara a una cooperativa viterbese – regolare sotto il profilo normativo – dell’appalto per l’inserimento di una unità lavorativa presso la biblioteca comunale di Civita Castellana per un periodo di 13 settimane.
Un’accusa totalmente infondata, come dimostrato dal difensore Alberto Parroccini, costata però a Cataldi uno stop di tre anni alla carriera politica, vista la decisione di fare un passo indietro rispetto alle prospettive di candidatura – mentre si avvicinavano le amministrative e il voto per il rinnovo del consiglio regionale – in attesa di chiarire la sua posizione nelle sedi opportune.
Lo scorso 29 marzo, davanti al gup Savina Poli del tribunale di Viterbo, l’udienza preliminare si è chiusa con il non luogo a procedere “perché il fatto non sussiste”.
“Con il pensionamento di una dipendente, abbiamo voluto dare nell’immediato una risposta ad una possibile mancanza per i nostri cittadini e per un tempo strettissimo, mentre gli uffici mettono a punto un concorso pubblico per un bibliotecario, ci siamo attivati per non lasciarla scoperta ed avere lo stesso numero di addetti”, spiegava Cataldi in un comunicato all’inizio di ottobre del 2019, assicurando “la biblioteca è e rimarrà comunale”.
“A agosto 2019 – si legge in un comunicato di FdI Civita Castellana di pochi giorni dopo – veniva richiesta dal funzionario l’istituzione di un apposito capitolo di bilancio in uscita denominato ‘servizi biblioteca’ a seguito dell’imminente pensionamento della dipendente”.
“La giunta comunale, con deliberazione numero 137 del 13 agosto 2019, effettuava in via d’urgenza la variazione di bilancio richiesta”, proseguiva FdI, parlando di “vergognose illazioni”.
“Successivamente, con deliberazione numero 31 del 26 settembre 2019, il consiglio comunale ratificava la variazione di bilancio. Il funzionario provvedeva a richiedere per le vie brevi apposito preventivo di spesa e con determinazione dirigenziale numero 766 del 19 settembre 2019 il funzionario ha provveduto ad affidare il servizio alla cooperativa”.
“Ciò che viene contestato oggi, paradossalmente, è l’ottimo operato dell’amministrazione e del funzionario responsabile, che ha risolto un problema reale e urgente quale la parziale interruzione del servizio biblioteca”, era la conclusione.
Articoli: “Biblioteca comunale, nessuno ha dato spiegazioni alle anomalie” – “Sulla biblioteca il funzionario comunale ha operato rispettando la legge” – “La biblioteca è e rimarrà comunale”
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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