Viterbo – (sil.co.) – Finisce fuoristrada con la macchina e muore la madre che era senza cintura, il figlio finito a processo per omicidio colposo stradale è stato assolto ieri dal giudice Ilaria Inghilleri.
Forse la rottura di un cerchione per una buca la causa dell’incidente.
Era il 18 maggio 2016 quando l’imputato – mentre percorreva la strada Vetrallese – al chilometro 14+800 ha perso il controllo della sua autovettura, andando a collidere contro la cuspide del guardrail, secondo quanto emerso al processo malamente posizionato.
Dalla consulenza depositata dal difensore Emilio Lopoi e dall’esame del consulente è emerso che l’uscita di strada sarebbe stata causata dalla rottura di un cerchione forse a causa di una buca colpita in precedenza e che non risultava essere compatibile con l’urto. L’imputato è stato assolto perché il fatto non costituisce reato.
La dinamica è stata invece ricostruita in aula da un agente della polstrada. Imputato un automobilista che, la mattina del 18 maggio di sette anni fa, mentre era alla guida della sua utilitaria Hyundai Atos, a bordo della quale c’era anche l’anziana madre, ha sbandato all’uscita di una curva, perdendo il controllo della vettura, finita sul guardrail e poi fuoristrada.
Il conducente, che viaggiava in direzione Vetralla-Tuscania, è uscito illeso dall’incidente, la macchina ha riportato danni tutto sommato modesti, mentre la madre dell’imputato, una 87enne di Tuscania, è morta sul colpo. L’anziana, per l’appunto, non indossava la cintura di sicurezza.
Una tragedia che ha sconvolto il figlio, trovato sotto shock dai soccorritori, come ha spiegato lo scorso 30 marzo al tribunale uno degli uomini del comando provinciale della polizia stradale intervenuti sul posto nell’immediatezza. Non era alla guida in stato di ebbrezza, non viaggiava oltre il limite di 90 chilometri orari previsti in quel tratto, era pieno giorno, non sono nemmeno esplosi gli airbag.
“Impossibile dire cosa abbia provocato la perdita di controllo del veicolo”, per l’agente. Secondo il consulente della difesa l’uscita di strada sarebbe stata causata dalla rottura di un cerchione forse a causa di una buca colpita in precedenza.
Solo danni non ingentissimi alla vettura e pochi alla segnaletica stradale. Ma per la passeggera, che nell’urto, non indossando la cintura di sicurezza, avrebbe sbattuto violentemente la testa contro il parabrezza, non essendosi attivati gli airbags per cause sconosciute, non c’è stato niente da fare.
Ieri per il figlio, imputato per la tragica morte della madre, è arrivata l’assoluzione.
Articoli: Finisce fuoristrada e la madre senza cintura muore, il figlio a processo per omicidio stradale – Mortale sulla Vetrallese
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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