Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Come è possibile che, in una scuola in crescita come il liceo delle scienze umane, musicale e coreutico “S. Rosa”, ogni anno si ripresenti il problema degli spazi e della mancanza di aule?
La sede centrale, storica (ex Istituto magistrale in via san Pietro) scoppia: è stato necessario mettere alcuni laboratori specifici del liceo Musicale a disposizione anche degli altri indirizzi, perché mancano le aule.
Perché accade questo, quando in una delle due sedi succursali, quella in via Mazzini (dove prima c’era la scuola paritaria “S. Giovanni”) è stato assegnato al “santa Rosa” il solo secondo piano, mentre tutto il resto dell’edificio resta vuoto?
Perché è stata assegnata al “Santa Rosa” una seconda sede succursale in via Bainsizza con sole 5 aule, tra l’altro senza nemmeno palestra? Per fare educazione fisica, le nostre figlie e i nostri figli devono andarsene in sede centrale o nella palestra dell’altra succursale.
Perché la provincia di Viterbo non affida al “S. Rosa” l’intero edificio di via Mazzini? Gli alunni della sede centrale hanno bisogno di recuperare spazi per classi e laboratori, quelli delle succursali non dispongono di alcun laboratorio.
Chieste delucidazioni al dirigente scolastico, egli risponde di essere in attesa di ricevere notizie dalla provincia.
Sarebbe davvero il caso che la provincia prendesse finalmente in seria considerazione la soluzione di questo problema che da vari anni affligge il liceo “S. Rosa”.
Sergio Figoli
Portavoce di un gruppo di genitori del liceo “S. Rosa da Viterbo”
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