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Tribunale - Ricoverato presso una struttura sanitaria, non sarebbe più abbastanza lucido - Nel frattempo, quando era ancora in sé, l'avrebbe perdonata

Nipote accusata di avere “sottratto” 85mila euro allo zio ottantenne, ma l’anziano non potrà testimoniare

di Silvana Cortignani
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Bolsena – Cinque anni fa avrebbe approfittato dello zio ottantenne, sottraendogli ben 85mila euro.

Ma l’anziano, che oggi ha 86 anni, non potrà recarsi in tribunale per testimoniare al processo in cui la nipote è imputata di truffa e circonvenzione di incapace, in quanto è ricoverato in una struttura sanitaria e non gode più della dovuta lucidità.

Durante l’udienza di ieri è emerso, nel frattempo, che dopo la denuncia, lo zio, quando sarebbe stato ancora in sé, avrebbe perdonato la nipote, rimettendo la querela. Ciononostante, seppure il dato è significativo, il processo va avanti lo stesso perché data l’entità della somma nonché il vincolo di parentela con la parte offesa è perseguibile d’ufficio.


Lago di Bolsena - Carabinieri

Lago di Bolsena – Carabinieri (foto di repertorio)


L’imputata è difesa dall’avvocato Francesca Bufalini, mentre i fatti risalgono al 2018, quando i carabinieri della stazione di Bolsena hanno denunciato la donna, oggi quarantenne, residente a Viterbo, per la presunta truffa e circonvenzione ai danni dello zio, al quale, alla fine dei raggiri, sarebbe riuscita a sottrarre una somma di circa 85mila euro.

La donna avrebbe fatto credere allo zio di avere problemi legali, come ha confermato nel corso dell’udienza di ieri un luogotenente dei carabinieri all’epoca in servizio alla stazione di Bolsena, il quale ha raccolto diverse testimonianze e trovato riscontri sui telefoni cellulari.

L’anziano, a quanto è dato sapere, ai tempi apparentemente in sé, curato e ben vestito, si sarebbe recato in tabaccheria ogni volta che prendeva la pensione, ricaricando la carta PostePay della nipote. 

La quarantenne si sarebbe fatta consegnare delle somme dicendo che le doveva girare a due avvocati che si occupavano di una pratica giudiziaria per la restituzione di un prestito.

“Ma in realtà i due numeri telefonici che sarebbero dovuti appartenere agli avvocati – ha spiegato il militare al giudice Roberto Cappelli – erano uno del compagno dell’imputata e l’altro di un altro uomo che dallo stato di famiglia risultava essere convivente con loro a Viterbo”.

Stabilito che la parte offesa, come comprovato dai certificati medici relativi al suo stato di salute, non potrà testimoniare, il processo è stato rinviato a luglio per la discussione.

Silvana Cortignani


– Approfitta dell’anziano zio e gli sottrae 85mila euro


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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10 giugno, 2023

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